AC: 100 anni agli “Angeli”

I 100 anni di presenza dell’Azione cattolica (Ac) nella comunità parrocchiale di santa Maria degli Angeli di Sanremo non potevano e non dovevano passare in sordina. Grazie a chi ha creduto fino in fondo e non ha mai mollato questo impegno costruttivo, venerdì 7 giugno abbiamo vissuto un grande momento di ricordi, emozioni, progetti e presenza del Signore che si è dichiaratamente dimostrato accanto a noi che vogliamo lavorare per il bene. Dopo l’appuntamento del 26 aprile con il prof Ernesto Preziosi che ha affrontato il tema dello «studio», primo pilastro dell’Ac, ieri è stato preso in considerazione quello del «sacrificio», inteso come offerta generosa di impegno per la comunità parrocchiale e per gli altri.

Il vescovo Suetta, don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, Maurizio Marmo, direttore della Caritas diocesana e don Rito Alvarez, fondatore dell’associazione «Oasis di Amor y Paz», sono stati i protagonisti della serata. Come momento introduttivo gli amici del coro «Angeli di pace» ci hanno messo in relazione con Gesù, il centro della vita di ogni cristiano e motore delle scelte di ciascuno, come quella di Francesco Ammirati che ha vissuto in profondità l’Azione cattolica nella nostra parrocchia e che tutti abbiamo ricordato come uomo di profonda fede attraverso la testimonianza della figlia Livia. Emozionanti le parole di don Carmelo e don Rito che, seppur in luoghi e ambienti diversi hanno dimostrato di vivere in comunione il problema dei migranti. Spaventano i numeri dei profughi che dal Venezuela hanno, sino ad ora, raggiunto la Colombia: circa 2 milioni; molto meno sono quelli arrivati a Lampedusa.

Sono persone soffocate dalla povertà, dalla violenza della guerra, da fame e malattie. Maurizio e Monica hanno ricordato il modo provvidenziale in cui la casa dell’Istituto delle suore Ausiliatrici del Purgatorio è stata donata alla diocesi e come la parrocchia abbia avuto l’opportunità di acquistare la parte rimanente di giardino e casa attigua. Per il Centro ascolto Caritas di Sanremo, che opera in questa casa, adesso denominata «Casa papa Francesco» è il luogo dove si aiutano e sostengono tante persone in difficoltà, oltre essere un primo «asilo» per rifugiati, arrivati anche da Lampedusa.

Alla fine della serata ci siamo lasciati con la consapevolezza che vale sempre la pena lavorare per il bene, perchè il bene esiste davvero, apre le strade, ha una sua consistenza e risponde al desiderio di bontà e felicità che è insito nel nostro cuore di esseri umani.

di Graziella Raffa

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