Ac: Giovanissimi “On the road”

L’estate è il tempo del riposo, delle vacanze, dei compiti, del mare e, per l’Azione Cattolica Italiana, delle esperienze dei campi estivi. Per l’Ac diocesana, i primi ad essere coinvolti saranno i Giovanissimi (15/18 anni), che andranno ad Ormea dal 15 al 22 luglio: una cinquantina i ragazzi previsti, una vera e propria gioia del cuore per il nostro territorio.

Qualsiasi aderente all’Azione cattolica al quale chiederete di descrivere la propria esperienza associativa, ricorderà i campi estivi con un grande sorriso: è qui, infatti, che nascono e si coltivano i “legami belli” che rendono profetica l’azione dell’Associazione sul territorio. Ragazzi provenienti da ogni parte della diocesi si ritrovano infatti a doversi confrontare assieme, a condividere il servizio agli altri, ad inginocchiarsi celebrando l’Eucaristia: così imparano a scoprirsi un solo popolo in ricerca e questa gioia del sapersi uniti nel cammino sconfigge ogni ansia e prepara ad una comunità futura senza confini.

Programmare una simile esperienza ha richiesto tempo e, come da qualche anno ormai, gli educatori dei gruppi giovanissimi presenti nelle parrocchie della diocesi si sono visti mesi prima ed hanno scelto di proseguire il cammino iniziato con il campo dello scorso anno, sulla traccia del racconto biblico dell’Esodo. Se la scorsa estate era stato chiesto ai giovanissimi perché partire dall’Egitto, invitandoli a riflettere ed a prendere coscienza dell’apatia che circonda ogni stato di schiavitù e che impedisce di pensare una alternativa, quest’anno ci ritroviamo in viaggio con Israele verso la Terra Promessa. Celebreremo dunque la Pasqua Ebraica, partendo con lo sguardo rivolto alle nostre spalle nel ricordo grato dell’esperienza vissuta; attraverseremo il deserto, troppo concentrati sui piedi stanchi e la sabbia calda, pronti a lamentarci della fatica ed a ringraziare per gli aiuti “improvvisi” del Signore; infine rialzeremo lo sguardo verso il Sinai, il Monte della Legge, per poi gettarlo oltre l’orizzonte, in vista della Terra promessa. Una Terra che è “promessa” perché dipende tutta dal nostro impegno di “Testimoni nel quotidiano”, ma che è già qui: è l’Incontro con Gesù nella vita di tutti i giorni, Incontro che non è mai esclusivo, ma genera e qualifica la vita comunitaria.

Daniele Stancampiano

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