Diocesi Ventimiglia – Sanremo

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Curia Vescovile - Villa Santa Giovanna d’Arco
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Arte Sacra

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Grazie allo sviluppo delle capacità cognitive, ogni uomo è stato dotato di strumenti necessari perché possa ricercare il senso del «bello» e del «buono». A tal riguardo, tenteremo di delineare la distinzione che sussiste tra le varie espressioni, a noi più care, perché possano essere ascritte – mediante il riconoscimento delle loro specifiche formulazioni – all’interno di un determinato ambito tipologico.

L’Arte è una delle manifestazioni più alte di servizio all’umanità, perché è concepita come espressione eminente del pensiero umano. Secondo un’attenta rilettura del creato, e alla stessa maniera della dimensione metafisica, possiamo rintracciare le «coordinate strutturali che sottendono ad un Progetto ben delineato. Naturalmente, lo sviluppo sistematico di tali regole è inscindibilmente legato ai rapporti aurei, che intercorrono tra le parti, per il raggiungimento di un grado d’equilibrio perfetto. Del resto, le proporzioni sono il fondamento ideale per il raggiungimento dell’armonia. Infatti, parti deformi e distoniche risultano altrettanto chiare all’osservatore, il quale riconosce subito il carattere di certe interferenze fastidiose. Per questo motivo, la retina dell’occhio ha la capacità di individuare le cause di alterità di un qualsiasi manufatto umano.

L’Arte Religiosa, nelle varie manifestazioni culturali, siano esse protestantiche e/o pagane, nutre quella specifica capacità di cogliere l’esigenza dell’uomo verso il mondo ultraterreno, che è depositario della presenza divina. Essa tenta di intercettare i caratteri dialogici, perché si possa tentare di comprendere il contenuto divino, mediate l’ausilio di un manufatto caratterizzato da un tema tipicamente religioso.

L’Arte Sacra è la manifestazione attenta e premurosa di un’identità culturale tipicamente cristiana, che comunica tematiche religiose, ma che non porta in sé l’istanza di trascendere l’osservatore verso la complessa, delicata e necessaria esperienza della contemplazione divina. I temi della rappresentazione sono tratti dalla Scrittura e/o dall’esperienza narrata da alcuni testi agiografici. Naturalmente, l’elaborazione dei contenuti deve rispettare il contenuto dei dati teologici. Proprio in virtù di questa funzione specifica, l’arte è espressione responsabile di verità, perché «è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito» (Benedetto XVI: Udienza Generale 31 agosto 2011).

L’Arte Liturgica, che è quella più eminente, invece è specificatamente votata all’esaltazione del culto. Del resto, è bene ricordare che la Liturgia è il «luogo più idoneo dove si sviluppa il dialogo diretto e paterno tra Dio e l’umanità riunita nel Figlio. Nella Liturgia l’uomo viene innalzato verso il suo Signore, certi del fatto che “infatti, la gloria di Dio è l’uomo vivente, e la vita dell’uomo consiste nella visione di Dio» (Ireneo di Lione, Contro le eresie, 4,20,5–7). Per questo motivo, questa manifestazione artistica necessita di essere la più erudita, affinché possa aiutare la Chiesa sua Sposa nella preghiera, a vivere il memoriale di Cristo Sposo e Creato.

Michele Palazzotto

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