Campo Giovanissimi ad Ormea

Nella casa di Ormea è appena terminato il campo giovanissimi diocesano di Azione cattolica “On the Road” che seguiva le tracce di Mosè verso la terra promessa. Il tema del campo era in continuità con quello dello scorso anno e per questo la prima giornata è stata animata dai “passaggi”, i ragazzi che hanno lasciato il gruppo giovanissimi nel 2017, ma che hanno accettato con entusiasmo di tessere un filo ideale che collegasse i due campi.

I 50 partecipanti al campo, gli educatori sotto la guida di don Alessandro Ghersi, Assistente diocesano, e don Martin Loza Perez, hanno vissuto sette intense giornate fra attività formative, giochi, gite in montagna, preghiera ma hanno soprattutto colto un’importante occasione per crescere e per imparare a vivere insieme nel rispetto e nella condivisione di valori comuni. Il campo si è svolto nello stile tipico dell’Ac, all’insegna della gioia e nel consueto clima di famiglia, attraverso momenti di riflessione su tematiche importanti, sperimentando atteggiamenti di accoglienza, servizio, partecipazione, responsabilità. Gli educatori e i seminaristi Ernesto e Mirko si sono presi cura dei ragazzi cercando di condurli a pensare in grande alla propria vita, avviandoli alla costruzione di relazioni vere con gli altri, con sé stessi e con Dio. 

Le parole di Ivan sono il miglior modo di illustrare quali tipi di emozioni il campo è stato in grado di suscitare per cui è giusto lasciare a lui la conclusione. “Questo campo è stato la cosa più bella che mi è capitata negli ultimi anni ed è stato molto importante per vari motivi: mi ha fatto riflettere molto sul mio cammino spirituale, fatto capire che stare con tante persone è bello perché ti aiutano a ragionare e ti fanno compagnia nei momenti di difficoltà, ma soprattutto perché ho capito il vero senso della parola amicizia e ho vissuto dei bellissimi momenti.

Gli educatori si sono impegnati a definire ogni attività nei minimi dettagli e sono stati bravissimi, per questo li ringrazio tantissimo di avermi fatto vivere questo mio primo campo in modo fantastico”.

Walter Scavello

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