Inaugurazione del Condominio solidale “Moroni”

Una nuova iniziativa di carità promossa dalla Diocesi si sta avviando a Ventimiglia. Cogliendo l’occasione della gradita visita in città di padre Fabio Baggio, Sotto Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, martedì scorso sono stati infatti inaugurati in via Chiappori gli alloggi del Condominio solidale intestato alla donatrice, la signora Moroni.

Il Vescovo Antonio ha benedetto lo stabile alla presenza di Enrico Ioculano, Sindaco di Ventimiglia, di don Angelo Di Lorenzo, Vicario foraneo, di don Rito Alvarez, assistente della Caritas Intemelia, dell’Architetto Michele Palazzotto responsabile dell’Ufficio Tecnico della Diocesi che ha curato i lavori.

Si è conclusa dunque la ristrutturazione, finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana, e nelle prossime settimane l’Organizzazione di Volontariato Caritas Intemelia potrà ampliare i propri servizi di accoglienza temporanea in favore di persone e famiglie indigenti.

La difficoltà di reperire e mantenere un’abitazione è particolarmente presente nel nostro territorio, in quanto zona turistica con una quota consistente di alloggi destinati a “seconde case” o ad essere dati in locazione per le vacanze, e comunque con canoni di affitto piuttosto elevati.

In aggiunta a questo, persone e famiglie in condizione di vulnerabilità sociale e psichica trovano ancor maggiore difficoltà nella ricerca di una casa (anche per fenomeni di stigma sociale). Inoltre possono avere problemi nella gestione adeguata della stessa (sia da un punto di vista di igiene e pulizia domestica, di gestione delle utenze, di rapporti con il vicinato, etc.).

Le persone accolte verranno seguite dai volontari e dagli educatori della Caritas Intemelia, per ognuno di essi verrà redatto un progetto individuale di rete assieme agli Ambiti Territoriali Sociali (Servizi Sociali Comunali) ed al Dipartimento Integrato Salute Mentale e Dipendenze dell’Asl n. 1 Imperiese (per quanti presenteranno tali problematiche sanitarie).

Si tratta di una tipologia di intervento già sperimentato in altri alloggi gestiti con le stesse modalità, non solo con un’ottica meramente assistenziale ma di accompagnamento educativo, riabilitazione e reinserimento sociale, lotta allo stigma ed aiuto all’integrazione nel contesto cittadino.

Verranno così assicurati spazio di vita adeguati e confortevole e favoriti lo sviluppo di autonomie (ognuno secondo le proprie possibilità) nell’area della gestione domestica, relazionale, del rispetto delle regole di civile convivenza, nelle aree formative, lavorativa e riabilitative. E’ chiaro come l’abitare una casa adeguata possa favorire un buon risultato anche nelle altre dimensioni citate.

Maurizio Marmo

Qui la video intervista al Vescovo Antonio

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