La giornata sacerdotale

Si è svolta venerdì 8 giugno, solennità del Sacro Cuore di Gesù, nell’omonima chiesa parrocchiale – santuario di Bussana di Sanremo, la giornata sacerdotale dedicata tradizionalmente al clero della diocesi, a conclusione degli incontri di formazione permanente dell’anno pastorale in corso. Ospitati dal parroco don Alfredo Moscatelli, cancelliere vescovile, i sacerdoti, i diaconi e i seminaristi si sono ritrovati il mattino alle 9 per l’adorazione eucaristica e la meditazione personale che ha introdotto il ricco programma della giornata.
Insieme hanno poi pregato l’ora terza e assistito alla prolusione di monsignor Vittorio Lupi, vescovo emerito della diocesi Savona – Noli, sul tema «Don Lombardi e la devozione al Sacro Cuore di Gesù».
Monsignor Lupi è stato introdotto dal vescovo diocesano Antonio Suetta che, durante il saluto ai presenti, ha ricordato il significato profondo della giornata, pensata per essere incentivo alla santificazione della vita sacerdotale: «Per questo il ministero di don Francesco Lombardi è uno specchio essenziale con cui confrontarsi».

La figura del Servo di Dio è stata infatti il fil rouge che ha unito i diversi momenti dela giornata, durante la quale si è celebrata l’umile e creativa santità di questo parroco eccezionale, ancora oggi ricordato dai più anziani della frazione sanremese con affetto e gratitudine.
Lo zelante parroco di Bussana, ai tempi del terremoto del 1887, fu protagonista della rinascita del paese e diede tutto l’apporto necessario per la realizzazione del nuovo santuario.
Monsignor Lupi ha riproposto la devozione popolare in sintonia con i grandi insegnamenti del Vaticano II. «Qualcuno può aver vissuto in maniera intimista queste diffuse forme di manifestazione della fede, così come prima del Concilio la teologia sistematica aveva non poco messo da parte la riflessione sull’amore di Dio, per concentrarsi su questioni di ontologia.
Ma, liberate la prima da questi atteggiamenti riduttivi e la seconda da una incompleta contemplazione del mistero di Dio, ecco che le devozioni tornano a splendere oggi come non mai. La misericordia di Dio, che il Sacro Cuore rappresenta, ci rimanda infatti non tanto all’intellettuale domanda sull’esistenza di Dio, ma all’incontro con il Dio benigno che ci viene incontro e ci sostiene. E ogni giorno, come ci racconta anche la storia umana di questi secoli, abbiamo bisogno più che mai di percepire questo sostegno e questa protezione».

La meditazione di monsignor Lupi ha ripercorso la storia della Chiesa, per evidenziare come la devozione al Sacro Cuore sia sempre esistita, non solo nell’antico e nel nuovo testamento – dove il cuore è il luogo preferito dell’incontro tra Dio e l’uomo – ma anche nella contemplazione dei santi di ogni epoca, da sant’Antonio da Padova a santa Caterina da Siena.
«Anche il magistero dei papi non manca mai di recuperare la ricchezza di questa devozione, per presentarla come un autentico compendio di tutta la vita cristiana. La Chiesa, nei documenti pontifici e nella riflessione di teologi illustri, evidenzia l’importanza di questa forma di espressione della fede popolare, come ricordava anche il giovane Karl Rahner indicandola per un’adesione alla realtà dell’incarnazione del Dio che si è davvero fatto uomo».

Passando dalla storia ecclesiale universale a quella locale, monsignor Lupi ha ricordato infine la figura di don Lombardi.
«Esiste totale complementarietà tra la sua fede devozionale e il suo impegno pastorale. Tra il celebrare il cuore di Cristo donato e il vivere il ministero sacerdotale facendo del suo cuore un dono per tutti. Mentre si impegna alla vicinanza e all’accoglienza delle persone che vivono la distruzione del terremoto e la fatica della ricostruzione, con il mutuo per le nuove case che pesa sull’economia di quelle famiglie, così non dimenticherà di dare loro anche il Pane del cielo e di realizzare una nuova casa di Dio che diventi la reggia del Sacro Cuore, abbellendola con la catechesi artistica che ora abbiamo davanti: un tempio fatto di pietre vive anzitutto e poi anche di queste bellezze dipinte».

Dopo la meditazione di monsignor Lupi, la dottoressa Valentina Zunino dell’ufficio beni culturali della diocesi, ha guidato i presenti, in maniera brillante e chiara, alla comprensione delle bellezze artistiche del santuario, sottolineando l’impegno di don Lombardi nel celebrare la devozione al Sacro Cuore.

A concludere la riflessione della mattinata sul parroco «del terremoto», è stato presentato il libro di don Franco Percivale, professore di filosofia e storico della diocesi, intitolato «La Basilica di Bussana testimone della devozione di Don Lombardi al Sacro Cuore», con la prefazione di don Tommaso Reali ed edito dalle edizioni Aracne, del quale il vescovo Suetta ha fatto dono a tutto il clero.
Il volume racconta lo zelo del parroco di Bussana attraverso la presentazione della sua devozione al Sacro Cuore, fondata sugli elementi solidi della Sacra Scrittura e della grande tradizione ecclesiastica, offrendo una sistematica, moderna e completa rilettura delle devozioni popolari.

La mattinata si è conclusa con la solenne concelebrazione presieduta da monsignor Lupi, alla quale è seguito il pranzo fraterno.

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