La santità è per tutti!

Iniziato lo scorso ottobre, si è concluso venerdì 1 giugno, nell’oratorio dell’Immacolata di Sanremo, il ciclo di predicazioni del nostro vescovo Antonio sul tema «Amati da Dio e santi per vocazione» che, articolato su nove incontri, ha sviluppato il tema della chiamata.

La serata, come di consueto, è stata animata dal seminario diocesano Pio XI.

L’ultima lectio divina, «Chiamati di Gesù Cristo: amati da Dio e santi per vocazione», ha preso spunto dalla lettera di San Paolo agli Efesini (1, 3–14) e subito monsignor Suetta ha ricordato che «Tema essenziale della vita cristiana è la santità», come papa Francesco ha ricordato nell’ Esortazione apostolica «Gaudete et exsultate» sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.
«Il concetto di santità non è primariamente un concetto morale – ricorda il vescovo – perché la santità è dono ricevuto gratuitamente, accolto e sviluppato nella vita dell’uomo nuovo che fa dell’appartenenza a Cristo il senso dell’esistenza». Chiamata «al compimento pieno della vita cristiana, nella maturazione della santità», per non essere preda di «ogni vento di dottrina» – come dice San Paolo – e costruire la Chiesa luogo in cui «le fragilità umane»si edificano nella carità.

Il vescovo ha sviluppato, spaziando nell’epistolario paolino, il tema dell’universale chiamata alla santità che si realizza secondo il paradigma paradossale delle Beatitudini.
Il destino pieno dell’umanità è guardare alle realtà ultime nella concretezza della nostra vita, come i Padri ci hanno insegnato a fare, proprio attraverso il metodo della lectio divina; essa ci conduce, partendo dalla lettura, all’azione, passando però necessariamente attraverso la contemplazione del mistero di Cristo, perché «noi abbiamo il pensiero di Cristo», chiamati «per realizzare il disegno dell’amore di Dio».
Le scelte di vita sono cioè risposta ad un amore donato ed accolto e non semplice risposta ad un imperativo etico.

«La consapevolezza dell’amore di Dio nella nostra vita ci infonde quella forza che permette di superare le difficoltà che si incontrano sul cammino», ci ricorda il vescovo citando ancora San Paolo che scrive ai Corinzi. «La logica secondo la quale dalla morte viene la vita – come ci insegnano i martiri –, quella del seme che muore per rinascere a vita nuova», permettono al cristiano di morire con Lui per risorgere con Lui.
Al termine della serata il vescovo ha consegnato ai fedeli il testo dell’Esortazione papale «Gaudete et exsultate», chiedendo a tutti di farne oggetto di riflessione e preghiera.

Il prossimo anno le Lectio saranno dedicate al libro dell’Apocalisse.

Antonio Garibaldi

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