La testimonianza degli Ordinandi

Ci sono cose che aspettiamo per molto tempo, eppure quando arrivano ci colgono impreparati e giungono inaspettate. Una di queste è l’ordinazione diaconale, che il nostro vescovo Antonio ha deciso di conferire a me, ad Antonio Martini e ad Henricus Otten domenica 25 agosto nella Cattedrale di Ventimiglia, alle 20,30, ai primi vespri della solennità di San Secondo, Patrono della Diocesi.

La decisione ci coglie di sorpresa proprio perché, nonostante gli anni di studio e il cammino di preparazione svolto, avvertiamo la grande distanza tra il ministero diaconale, che ci configura a “Cristo-servo”, e la pochezza della nostra vita. Può davvero un uomo essere portato a tale evangelica grandezza che ci associa alla missione salvifica del Figlio di Dio, venuto “non per essere servito, ma per servire”? In questo risplende il mistero della Chiesa che, per grazia di colui che l’ha istituita, affida un dono e compito tanto grandi alle limitate risorse umane, perché risplenda ancora di più la gratuità del Donante e l’incommensurabile suo amore per noi.

Ci atterrisce e ci spaventa la domanda che il vescovo porgerà a don Diego Basso, delegato per la formazione al diaconato permanente, nel corso del rito di ordinazione, quando chiederà: “Sei certo che ne siano degni?”. Per questo motivo, chiediamo a tutta la Chiesa diocesana di unirsi a noi nella preghiera al Signore perché sostenga la nostra debolezza e possa trarre frutti, secondo la sua imperscrutabile misericordia, anche dalla pochezza di ciò che possiamo offrire.

In preparazione all’ordinazione diaconale, vivremo tre momenti di preghiera nelle nostre comunità di riferimento:

  • giovedì 22 alle 17,30 nella Basilica Santuario della Madonna Miracolosa di Taggia,
  • venerdì 23 alle 19 nella parrocchia di S. Marco a Camporosso,
  • e sabato 24 dalle 17.30 nella Concattedrale di San Siro a Sanremo.

Infine, vi aspettiamo domenica 25 agosto per la Celebrazione eucaristica con il rito dell’ordinazione diaconale.

Antonio ed Henricus saranno sostenuti nel loro “eccomi” dal consenso dalle loro spose, io invece ho scelto la forma celibataria del Sacramento, nel desiderio di vivere la mia mistica unione sponsale con Cristo e la sua Chiesa.

Confidiamo nel dono della preghiera, perché l’offerta della nostra vita sia gradita al Signore e torni a beneficio di tutti.

Alessandro Scaccianoce

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