L’affidamento a Maria

Abbiamo visto un fulmine verso levante e temendo che venisse una tempesta, anche se il tempo era buono, ho detto a Francesco che sarebbe stato meglio ritornare a casa e raccogliere il gregge. Siamo corsi giù per il pendio, guidando le pecore verso la strada e quando siamo arrivati alla fattoria, è giunto un altro fulmine e, a due passi da noi, abbiamo visto sulla cima di un leccio, alto circa un metro, una signora». Così Lucia descriveva, 15 giorni dopo, quanto le era accaduto il 13 maggio del 1917.
Fatima si manifesta come un’irruzione della luce di Dio nelle ombre della Storia umana. All’alba del XX secolo, nell’aridità della «Cova da Iria», essa ha echeggiato la promessa della misericordia, ricordando ad un mondo trincerato in conflitti ed ansioso di una parola di speranza, la buona novella del Vangelo, la buona notizia di un incontro.

A cent’anni da quella prima apparizione ai tre pastorelli di Fatima il vescovo Suetta ha convocato, ieri sera all 20, l’intera comunità diocesana in piazza Cassini, a Sanremo, di fronte alla chiesa di Santo Stefano, per camminare pregando sino al santuario di Nostra Signora della Costa.

In tanti hanno pellegrinato, invocando quella luce che illumina il sentiero della vita. Molto suggestivo è stato il mare di luci creato dalle fiaccole, quasi a riproporre quell’abbraccio di Maria visto dai pastorelli: è l’abbraccio della preghiera di Maria, è l’abbraccio della madre che accoglie e dona misericordia.

La fiaccolata è stata aperta da un crocifisso realizzato appositamente per l’evento.

Alle 21, nel santuario, il vescovo ha presieduto l’Eucaristia. Erano presenti il vescovo emerito monsignor Alberto Maria Careggio e monsignor Ferdinand Botsi, Fra i concelebranti il vicario generale monsignor Alvise Lanteri e i vicari foranei.
Anche le autorità civili e militari della nostra provincia erano presenti. Al termine della celebrazione monsignor Suetta ha pronunziato l’atto di consacrazione alla vergine Maria:
«Salve, Madre del Signore, Vergine Maria, Regina del Rosario di Fatima! Benedetta fra tutte le donne, sei l’immagine della Chiesa rivestita di luce pasquale, sei l’onore del nostro popolo, sei il trionfo sul male. Profezia dell’Amore misericordioso del Padre, Maestra dell’Annuncio della Buona Novella del Figlio, Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo, insegnaci, in questa valle di gioie e di dolori, le verità eterne che il Padre rivela ai piccoli. Mostraci la forza del tuo manto protettore. Nel tuo Cuore Immacolato, sii il rifugio dei peccatori».

Possiamo riassumere quest’evento in due parole: «Grazia e Misericordia». Il mistero della comunione trinitaria, luce che attraversa l’intero avvenimento di Fatima, rivela sé, ancora una volta, per ricordare che il Cuore compassionevole di Dio si fa dono. Il fatto che la testimonianza fragile di tre bambini di un remoto villaggio della Serra d’Aire promuova, fino ai confini della terra, l’incontro con questa luce del Cuore misericordioso di Dio, è appena segno, confermato anche alla Cova da Iria, che la storia definitiva si costruisce con la forza di Dio che opera nella disponibilità degli umili.

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