L’Immacolata: alla Costa e San Siro

Concerto alla Costa

L’8 dicembre al santuario della Costa si è tenuto, in occasione dell’Immacolata, un concerto per tromba e organo con musiche di Bach, Mozart, Haendel e Franck, oltre ad altre musiche della tradizione popolare cristiana, eseguite alla dal maestro Luca Vallauri di Robilante e dall’organista Jacopo Cassese di San Remo, entrambi del conservatorio «Ghedini» di Cuneo. Occasione unica per ascoltare le note dell’organo del santuario, un Buzzoni del 1838.

Ieri a San Siro la celebrazione della solennità

Ieri, nella concattedrale di San Siro a Sanremo, si è celebrata la Messa in occasione della solennità dell’Immacolata. L’obbedienza di Maria a Dio è un «sì» pronunciato con responsabilità ed è il risultato di un cammino di santità al quale tutti siamo chiamati. Maria ha disposto il suo cuore e la sua vita a credere, ha aderito interamente ad una volontà che non era sua, ma che è stata accolta e amata come se lo fosse. In questo contesto, come ogni anno, l’Azione cattolica (Ac), in tutte le parrocchie d’Italia, ha celebrato la tradizionale «Festa dell’adesione». In particolare, nella comunità parrocchiale di San Siro, già a partire dalle 17 di venerdì e fino a ieri sera alle 11, era stata organizzata un’adorazione eucaristica continua nell’oratorio dell’Immacolata, di fronte alla parrocchiale. La notte era stata coperta grazie alla presenza di 30 giovanissimi e giovani di Ac.

L’icona dell’anno è infatti il brano del Vangelo di Luca in cui Gesù fa visita alla casa di Marta e Maria e viene accolto in modi differenti e complementari: con l’ascolto da parte di Maria e con il servizio offerto da Marta. Preghiera e azione: questi, dunque, i temi portanti anche per l’adorazione che ha visto i laici di Ac impegnati oltre che nel silenzio orante anche nella meditazione sugli ambiti della propria vita, nel corso della quale, attraverso la luce ricevuta, possono diventare generatori di bellezza. Proprio per questo, in fondo alla chiesa, era posizionata una bicicletta: pedalando, la sua luce restava accesa e illuminava alcuni oggetti rappresentativi della vita quotidiana, a significare che il nostro fare può e deve dare origine a cose belle e splendenti.

Paola Raffaglio

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