Lourdes 2019 – Con Maria e i nostri malati

Sono ritornati da Lourdes i pellegrini della nostra diocesi dopo una settimana di intensa spiritualità, vissuta accanto ai malati, che medici, infermieri, dame e barellieri hanno servito. Monsignor Antonio Suetta aiutato da don Daniele Bisato e da don Valerio Vacca, hanno curato gli aspetti di formazione e di catechesi, presiedendo le celebrazioni liturgiche, a cui anche i seminaristi hanno donato il loro contributo.


Il pellegrinaggio è un’esperienza che non si può improvvisare, perchè vive della generosità con cui ci si dedica prima della partenza a tracciare progetti di bene e di speranza, che permettano soprattutto ai più deboli di trovare accoglienza, ascolto e una buona testimonianza di fede. Dentro il cancello di Lourdes sono proprio i sofferenti ad essere messi al centro delle attenzioni di tutti, perchè in essi abbiamo la certezza che vi sia presente Cristo: è lui che agisce in loro in maniera misteriosa e vera.


«Di fronte alla cultura dello scarto e dell’indifferenza, – ha scritto papa Francesco nel messaggio per la scorsa giornata mondiale del malato – mi preme affermare che il dono va posto come il paradigma in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture. Il dialogo, che si pone come presupposto del dono, apre spazi relazionali di crescita e sviluppo umano capaci di rompere i consolidati schemi di esercizio di potere della società. Il donare non si identifica con l’azione del regalare perché può dirsi tale solo se è dare sé stessi, non può ridursi a mero trasferimento di una proprietà o di qualche oggetto. Si differenzia dal regalare proprio perché contiene il dono di sé e suppone il desiderio di stabilire un legame. Il dono è, quindi, prima di tutto riconoscimento reciproco, che è il carattere indispensabile del legame sociale. Nel dono c’è il riflesso dell’amore di Dio, che culmina nell’incarnazione del Figlio Gesù e nella effusione dello Spirito Santo».


La tappa appena superata del 51° pellegrinaggio ha raccolto la sfida che il pontefice ha voluto indicare alla Chiesa. I valori che infatti animano questa esoperienza sono l’accoglienza, la cura del primato della fede, il silenzio, la preghiera, il dono gratuito, il servizio e il diaologo tra generazioni diverse. Ogni volta che ci si imbatte in un giovane mini barelliere o in una giovane mini dama, che stanno dialogando con i malati e gli anziani, il cuore trae un respiro che lo dilata con la dolcezza della speranza.


Vorrei rilanciare un percorso di conversione sul modo di intedere il nostro pellegrinaggio diocesano. Credo che vada proprio riscoperto il cammino verso Lourdes come un momento di di profonda e vera educazione, per questo non ci si può arrestare all’impegno di una settimana all’anno, ma diventa quanto mai urgente ritrovare il desiderio di educare il proprio cuore dentro un cammino un formazione annuale. Il messaggio che ci è stato consegnato dalla Vergine attraverso la testimonianza di Bernardetta ci rimanda in modo unico alla riscoperta della fede ed alla bellezza del vangelo.

don Ferruccio Bortolotto – foto di Francesco Sacco

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