Terra Santa – il resoconto

Dopo sei anni la nostra chiesa di Ventimiglia-Sanremo, ha organizzato un pellegrinaggio in Terra Santa. Trentanove pellegrini, provenienti da alcune Parrocchie della nostra Diocesi, dal 2 al 9 gennaio, accompagnati dal nostro Vescovo Antonio, sono partiti da Milano per Tel Aviv.

Diretti a Betlemme, come i pastori che hanno accolto l’annuncio dell’angelo, si sono messi in viaggio per incontrare il Signore Gesù e rinvigorire la propria fede. Un viaggio che ha avuto un duplice scopo: quello di vivere un’esperienza di spiritualità per riappropriarci di quelle convinzioni che nella fatica del quotidiano rischiano di sbiadirsi e di perdere la loro luminosità e quello di sperimentare, nell’incontro aperto e sereno, nuove amicizie per vivere insieme autentici momenti di fraternità.
Nel nostro andare ci ha guidato Padre Graziano, frate francescano che, nel susseguirsi dei giorni, oltre alle sue competenze, le sue simpatiche battute, ci ha trasmesso la sua passione per quei luoghi benedetti.

Il nostro itinerario ha avuto inizio in Galilea, a Nazareth e si è concluso nella Giudea a Gerusalemme. Da Sefforis a Cana, dal monte Tabor al lago di Tiberiade; da Gerico a Qumran; da Gerusalemme: muro del pianto, santo Sepolcro, Getsemani; da Ein Karen a Betlemme sono tanti i momenti significativi vissuti, ma sicuramente, tra i più intensi sono quelli vissuti nella casa di Pietro, sul lago di Tiberiade, a Betlemme e al Getsemani.

Arrivati a Nazareth, nella casa dell’annunciazione, ricordandoci il “si” di Maria, la guida ci ha incoraggiati a vivere in pienezza, nel silenzio, queste giornate, facendo tacere il nostro cuore per poter arrivare all’ascolto della Parola, come Lei, liberi e disarmati. Ogni giorno poi, nei vari luoghi, durante l’eucaristica, non ci sono mancate le parole chiare e illuminanti del Vescovo Antonio.

Nella chiesa che custodisce le rovine della casa di Pietro, il racconto della sua confessione di fede è stato suggestivo, ci ha ricordato la sua forza, la sua convinzione nel seguire Gesù e le sue paure, la debolezza nel momento della prova. Il lago di Tiberiade che abbiamo percorso in battello ci ha reso viva e presente la chiamata dei primi apostoli e il loro entusiasmo nel “gettare le reti”.
La grotta dei pastori a Betlemme è stato per tutti, in questo tempo natalizio un momento di festa, ci siamo immedesimati nella stella per diventare come lei, luce che il Signore accende per la vita di tanti nostri fratelli e sorelle per poterli condurre a Lui e nei magi che hanno saputo affrontare le ostilità per difendere la vita del Signore Gesù.

Il nostro pellegrinaggio si è concluso con la messa al Getsemani, il nostro Vescovo ci ha fatto riflettere: “L’esperienza del dolore non è assente dalla vita di ognuno, è per noi un’occasione per affidarci al Signore e scoprirci amorevolmente da lui custoditi, nelle sue mani e di sentirci forti, capaci di superare la prova, non certamente per le nostre risorse, ma piuttosto esclusivamente per la sua grazia. La sofferenza ci fa sentire angosciati come lo è stato per Gesù che ha chiesto al Padre che lo liberasse, se fosse possibile da questo calice, ma si è reso disponibile a compiere la Sua volontà. Vorrei che portassimo a casa proprio in questo luogo a sigillo di questo pellegrinaggio l’atteggiamento di Gesù che, nell’ora più dolorosa della sua vita, ha sentito il bisogno della compagnia dei suoi amici, l’ha come mendicata senza ottenere una grande risposta perché avevano paura, perché erano sfiduciati, perché facevano fatica a capire.

E’ molto bello scoprire che anche a noi, Lui, che è il dono per eccellenza, viene in punta di piedi mendicando la nostra attenzione, il nostro amore, la nostra compagnia. Ritornare alla nostra vita quotidiana con questa consapevolezza rinnovata e rinvigorita, ci aiuterà nel cammino di fede, una fede da vivere come una relazione senza misura come è stato per Gesù che ha donato tutto se stesso al Padre, così deve essere anche per noi, senza misura, nei limiti delle nostre possibilità ma con tutta la disponibilità del nostro cuore”.

Suor Laura Anastasia

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