Affiliazione del Seminario

Dal Vaticano, riceviamo e pubblichiamo

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Dal 28 maggio scorso il nostro seminario Pio XI di Sanremo è stato ufficialmente affiliato alla facoltà di teologia del Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. Questo significa che i nostri seminaristi, i quali frequentano il regolare corso teologico all’interno del seminario, potranno, alla fine del sesto anno di studi, conseguire il titolo di studi di baccalaureato in teologia, equivalente al primo ciclo di studi teologici.

Questo obiettivo raggiunto rappresenta il lavoro di tre anni all’interno del nostro seminario, in cui si è gradualmente cercato di migliorare la qualità dell’offerta formativa. L’affiliazione del seminario rappresenta un importante punto di partenza, da diversi punti di vista. Anzitutto dare qualità al percorso di studi formativo dei nostri seminaristi, che dovranno nel loro futuro farsi trovare preparati in una società multiforme e complessa, dove la fede ha bisogno di essere comunicata in maniera efficace e profonda. L’istituto di studi che nascerà all’interno del seminario aiuterà i docenti a sviluppare la ricerca teologica nella nostra territorialità, anche attraverso la pubblicazione di articoli scientifici in una specifica rivista che è stata pensata per riflettere l’attività teologica dei docenti stessi. Inoltre, ora la diocesi potrà contare sulla possibilità di supportare con più rigore, grazie ai vari docenti, tutte quelle attività che hanno bisogno di un confronto con la teologia, la spiritualità e il mondo pastorale.

Il percorso di baccalaureato in teologia che è stato approvato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica si avvale di sette diversi docenti stabili che occupano le aree disciplinari della teologia. Le aree disciplinari in cui è necessario avere i docenti stabili sono le scienze bibliche, le scienze patristiche, la teologia dogmatica (due diversi docenti), la teologia morale, la liturgia e il diritto canonico. Ci sono poi altre importanti discipline complementari, che non possono essere certamente ritenute secondarie. La teologia ha una sua complessità nella ricerca e ha bisogno di un apporto diversificato per dare completezza alla sua riflessione. Per poter compiere questo importante passo in avanti, abbiamo dovuto adeguare la metodologia di insegnamento, inserendo nelle classi le lim (lavagna interattiva multimediale) affiancate da un personal computer collegato alla rete, e dando più spazio all’interazione con i seminaristi, cercando di suscitare in loro il maggior interesse e la partecipazione alla lezione. Il futuro dell’offerta formativa passa attraverso la modalità di condivisione nei contenuti, attraverso la capacità di studiare insieme e di approfondire personalmente, seguendo un percorso bibliografico che puossa aiutare chi studia a sviluppare i tratti personali dei suoi talenti. Oggi il seminarista non è più il semplice discepolo devoto della verità, ma anche un esigente cliente di servizi nell’offerta formativa.

Lo studio rappresenta una parte integrante della formazione e va concepito come un impegno assiduo che comporta sacrificio e ascesi, perché lo studio è bello, ma anche particolarmente impegnativo. Allo stesso tempo occorre cercare di elaborare una spiritualità dello studio, per mostrare come l’approccio alle varie discipline teologiche entri in circolo nella vita personale del seminarista e sia la base e l’officina della futura ambientazione pastorale. Per molti sacerdoti, il ricordo del proprio percorso di studi rappresenta non una risorsa ma un problema. In tal senso l’affiliazione del nostro seminario spero possa permetterci di compiere quel salto di qualità in modo da lasciare ai futuri sacerdoti un ricordo piacevole della teologia, e questa credo sia la sfida principale in un mondo e in una Chiesa che sempre meno apprezzano l’amore per lo studio della verità.

di Marco Tommaso Reali

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