Mons. Antonio Suetta

Biografia
S.E. Mons. Antonio Suetta
Vescovo di Ventimiglia – San Remo

S.E. Monsignor Vescovo Antonio Suetta
  • Nato a Loano (Diocesi di Albenga-Imperia e Provincia di Savona), il 25 novembre 1962, primogenito dei due figli di Giovanni (†) e di Maria Caterina Rembado.
  • Entra nel Seminario diocesano in Albenga nell’anno 1975 e consegue la Maturità Classica nell’anno scolastico 1980/1981.
  • Il 4 ottobre 1986, dopo il prescritto quinquennio di studi filosofici e teologici, è ordinato Sacerdote da S.E. Mons. Alessandro Piazza, Vescovo di Albenga-Imperia, nella chiesa Cattedrale di S. Michele Arcangelo, in Albenga.
  • Nel 1988, consegue la Licenza in Sacra Teologia presso la Pontificia Università Lateranense in Roma con la tesi “Il carattere escatologico della domenica”.
  • Ottiene, con decreto del Ministro dell’Università (D.P.R. n. 175 del 2 febbraio 1994), il riconoscimento del titolo accademico pontificio di Licenza in Teologia come “diploma di laurea dell’ordinamento didattico italiano”.
  • Nel 2009, consegue il Dottorato in Teologia presso il Pontificio Ateneo “Regina Apostolorum” in Roma con la tesi “Il peccato e la sua remissione nella Prima Lettera di Giovanni”, pubblicata dalle Edizioni del Pontificio Ateneo Regina Apostolorum”.

PRINCIPALI INCARICHI PASTORALI ASSOLTI:

  • ha collaborato a lungo con il movimento vocazionale diocesano “La Baracca”, il T.L.C. e il Cursillo.
  • dal 1987 al 1995 vicario parrocchiale della Parrocchia S. Giovanni Battista in Imperia Oneglia.
  • dal 1987 al 1992 insegnante di Religione Cattolica presso il Liceo Classico Statale d’Imperia.
  • dal 1988 al 1995 docente di Teologia Fondamentale, Ecclesiologia e Mariologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose diocesano.
  • dal 1992 al 1997 cappellano della Casa Circondariale d’Imperia.
  • nel 1994 fonda la Cooperativa sociale “Il Cammino”, in San Remo, per il reinserimento di persone socialmente svantaggiate.
  • dal 1992 al 1994 amministratore parrocchiale dei SS. Lucia e Benedetto in Cesio (IM)
  • dal 1995 al 1997 parroco di S. Michele Arcangelo in Caravonica (IM).
  • dal 1997 al 2010 parroco di S. Pietro Apostolo in Borgio Verezzi (SV).
  • dal 2003 docente di Teologia Fondamentale, Ecclesiologia e Mariologia nel Corso Teologico del Seminario diocesano in Albenga.
  • dal 2004 al 2006 direttore della “Caritas” diocesana.
  • dal 2004 membro e segretario del Consiglio Presbiterale diocesano.
  • dal 2005 al 2010 membro del Consiglio d’Amministrazione della Pontificia Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della Chiesa – Città del Vaticano.
  • dal 2006 direttore dell’Ufficio Amministrativo ed Economo diocesano.
  • dal 2006 Incaricato dell’Ufficio diocesano per la nuova edilizia di culto.
  • dal 2007 al 2012 responsabile diocesano del Servizio per il Sostegno Economico alla Chiesa.
  • dal 2008 Canonico maggiore della chiesa Cattedrale di San Michele Arcangelo in Albenga.
  • dal 2010 membro del Collegio dei Consultori.
  • dal 2011 Rettore del Seminario diocesano, in Albenga.
  • il 25 gennaio 2014 eletto Vescovo di Ventimiglia-San Remo.
  • il 1 marzo 2014 consacrato vescovo nella Chiesa Collegiata insigne di S. Giovanni Battista in Imperia da S. Em. Il Card.
    Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova; vescovi con consacranti: S. E. Mons. Mario Oliveri e S. E. Mons.
    Vittorio Lupi.
  • il 9 marzo 2014 inizia il ministero episcopale nella Diocesi di Ventimiglia – San Remo.

STEMMA EPISCOPALE
di S.E. Mons. ANTONIO SUETTA
Vescovo di Ventimiglia-San Remo


Descrizione araldica: scudo d’azzurro, alla palma al naturale fruttata d’oro, caricata del cane bracco d’argento fermo sulla punta di verde. Lo scudo è accollato alla croce astile trilobata d’oro e sormontato dal cappello vescovile verde con 12 fiocchi (1,2,3). Motto: Scio cui credidi.Spiegazione del significato: la palma, allegoria dell’eloquenza e del martirio e pure della pace susseguente alla vittoria, molto diffusa nel paesaggio ligure, indica il paese natale di Mons. Suetta, Loano, posto nella “Riviera delle Palme” e richiama altresì le origini agricole della famiglia, coltivatrice d’arboscelli di palma. I datteri d’oro mostrano la ricchezza dei frutti della fede operosa. Il cane, animale caro al vescovo, simbolo di fedeltà e di vigilanza, esprime l’adesione al compito, proprio dei successori degli apostoli, di custodire il gregge di Cristo; il suo colore argento significa le virtù dell’amicizia e dell’innocenza. Il motto “So a chi ho creduto” è tratto dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo (1,12) e manifesta la ferma fiducia in Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, fonte dell’unica vera salvezza per l’umanità.