Truffelli: essere associazione ecclesiale

Il presidente nazionale di Azione cattolica (Ac), Matteo Truffelli, è intervenuto giovedì scorso a «PerCorso», serie di incontri organizzati dalla diocesi di Ventimiglia – San Remo su temi di attualità cari alla dottrina sociale della Chiesa, come relatore sul tema «L’associazionismo cattolico e il territorio: sfide e opportunità». Truffelli, ordinario di storia delle dottrine politiche alll’università di Parma, al secondo mandato consecutivo come presidente Ac, ha sottolineato l’importanza di tutto l’associazionismo cattolico. «Nessuno si salva da solo…», così recita l’esortazione apostolica di papa Francesco sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale Evangelii Gaudium (EG) al n° 113, più volte citato dal relatore come esempio e supporto alle sue parole.

Essere associazione ecclesiale è ciò che ci fa crescere in un percorso di responsabilità e corresponsabilità, è appartenere ad una trama di relazioni che danno forma alla nostra esistenza, è abitudine a costruire insieme una prospettiva futura, è educazione alla dialettica e al confronto tra posizioni e idee diverse.

Anche se oggi far parte di un’ associazione sembra cosa inattuale a causa della «tristezza individualista» in cui tanti si rifugiano (EG, n° 2), in una «società liquida», come è stata definita da Zygmunt Bauman, sociologo, filosofo e accademico polacco, aderire ad un’associazione ecclesiale può fornire un punto di riferimento e di stabilità, un’esperienza che educa al superamento dell’individualismo e un aiuto concreto contro la solitudine che non è più appannaggio dei soli anziani, ma anche di tanti giovani. In questo senso l’appartenenza va vista come una sfida e al contempo un’opportunità, per avvicinare chi si trova in difficoltà, creando magari spazi di elaborazione di spirito critico condiviso, perché il bene comune è tale se lo si costruisce insieme.

Il folto pubblico intervenuto ha apprezzato le parole di Truffelli, precedute dal sentito ringraziamento del vescovo Suetta e dalle parole della presidente diocesana Laura Ferrari e dell’assistente unitario don Alessandro Ghersi. Arrivato nel pomeriggio direttamente da Roma, Truffelli ha incontrato, prima dell’incontro, una delegazione dell’Ac diocesana, apprezzando molto la serenità e la voglia di fare che traspaiono dalle attività svolte ed ha ribadito che camminare insieme costa fatica ma allena e insegna a superare i problemi. Ha suggerito di puntare a piccoli obiettivi, più facilmente realizzabili, valorizzando il servizio, che può «contagiare» le persone al di fuori dei gruppi, attirate dall’esempio e dalla testimonianza.

di Valeria Ammirati

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