Parrocchie

Contributi CEI – Alluvione. Requisiti per Ventimiglia

L’alluvione dello scorso 3 ottobre, ha messo allo scoperto la debolezza di una città, quella di Ventimiglia, già profondamente segnata da diverse emergenze. Dopo quella notte ci si è tutti risvegliati in un clima ovattato, che quasi cristallizzava la vita e le sue contraddizioni: un grido che non riesce ad uscire dalla gola, come poche lacrime che a stento vergano il volto impietrito di chi ancora non si è reso conto di quanto sia andato perduto.La crisi legata alla pandemia, il problema delle migrazioni, che da decenni affaticano la città, la recessione economica degli anni scorsi sono ferite del tessuto sociale che non si sono mai rimarginate e che l’alluvione anzi ha reso più profonde e doloranti.La parrocchia di sant’Agostino, i cui spazi sono stati miracolosamente lambiti dal fango e dall’acqua del disastro è diventata immediatamente un luogo di speranza e di ascolto accanto a chi da subito è intervenuto. I volontari di Protezione civile intervenuti sono stati 500, a questi si aggiungano circa 200 cittadini, che spontaneamente si sono resi disponibili per aiutare le persone in difficoltà.

Davvero commovente il gruppo di migranti – circa una ventina – che si sono resi disponibili immediatamente per spalare il fango. La parrocchia ha accolto e sostenuto gli interventi dei volontari dell’Azione Cattolica diocesana, gruppi Scout della diocesi, i seminaristi della Diocesi di Chiavari e dell’Arcidiocesi di Vercelli, le Caritas diocesane di Chiavari, Savona e Como. La Caritas ambrosiana ha fornito la dotazione di 10 deumidificatori, 10 idropulitrici e 4 riscaldatori, di cui la parrocchia di Sant’Agostino gestisce il prestito gratuito a coloro che ne fanno richiesta. La parrocchia aveva istituito un numero di telefono per raccogliere le varie richieste in questa seconda fase dopo l’alluvione.

Tutte le necessità raccolte sono state presentate al vescovo monsignor Antonio Suetta, che si è reso latore di quest’istanza presso la Conferenza episcopale italiana (Cei) a fine ottobre scorso. La notizia del contributo di 50.000 euro che la Caritas italiana ha destinato per la città ha donato un po’ di ossigeno.

Quali sono i criteri con cui verranno assegnati i fondi?

Si è istituita una piccola commissione all’interno del Consiglio degli affari economici della parrocchia, che sta predisponendo la proposta di intervento al vescovo, che tramite i suoi uffici provvederà allo stanziamento vero e proprio. Della somma destinata a Ventimiglia la metà andrà a risarcire chi ha perso la prima casa.

Gli altri debari andranno a sostegno delle attività commerciali. Occorre aver già contattato la parrocchia in questi mesi precedenti alla notizia del contributo, essere in possesso di fatture che dimostrano gli interventi di sistemazione dei locali o che dimostrino l’entità della perdite.

Ovviamente non possono essere ammesse le domande per danni subiti da costruzioni abusive o illegali.

Non possono essere accolte le richieste di contributo che si riferiscono a progetti di contrasto della povertà che già sono attuati dalle parrocchie e dalla Caritas.

Certo le necessità sono di gran lunga superiori a quanto si è ricevuto ma il segno di vicinanza della Chiesa anche se è piccolo, è un invito per  noi cristiani a Ventimiglia a rompere il muro dell’indifferenza.

don Ferruccio Bortolotto