Carità

Donazione di mascherine per la Caritas

A&D Academy Centro di Formazione e Antincendio di Ventimiglia e Faraldi & Otten di Bordighera hanno donato alla Caritas Intemelia130 mascherine protettive in tessuto sanitario  riutilizzabili.”Abbiamo ritenuto doveroso optare per delle mascherine certificate dalla Eurolab secondo le normatice UNI CEI EN ISO/IEC 17025, pertanto realizzate in tessuto OEKO TEXT resistente non solo ai lavaggi ma anche alla sanificazione al cloro” comunicano Monica e Andrea, titolari delle due aziende, “seppur vero che, in questo periodo nel quale reperire delle mascherine sia talvolta difficoltoso, un semplice fazzoletto sia meglio di nulla, per prevenire al meglio la diffusione del virus non possiamo permetterci, il solo vezzo di una mascherina realizzata con un tessuto qualsiasi che, seppur in più strati, potrebbe lasciar passare microscopiche gocce di saliva potenzialmente infette”.

Il Decreto Legislativo Cura Italia infatti, pur facilitando le autorizzazioni, richiede che le mascherine siano realizate in ambiente sterile e imballate negli stessi locali così da garantire che in fase di produzione non possano essere entrate in contatto con il virus; ecco perchè abbiamo scelto di rivolgerci ad un’azienda salentina nota per la produzione di divise per i Volontari e per il tessile ospedaliero.

Non a caso la certificazione le dichiara MASCHERINE FACCIALI AD USO MEDICO e non solo protettive” Consentire alle persone meno abbienti di possedere una mascherina che possa essere lavata e sanificata durante la notte o durante i pasti risulta essere pertanto un passo importante per la prevenzione al Covit-19.”Con questo non vogliamo criticare coloro che in questo periodo si stanno prodigando nel confezionare mascherine con tessuti di recupero, personalizzateo d’autore, tuttaltro, troviamo che sia un’iniziativa lodevole soprattutto quando i proventi sono destinati alla beneficenza come le maschere realizzate dalla FIDAPA di Ventimiglia, ma, anche a fronte delle esternazioni odierne del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale che prevede un nuovo picco nel mese di giugno (notizia Ansa del 29/04/2020), pensiamo che queste meraviglie artistiche debbano essere considerate più propriamente come “copri-mascherine” per nascontere le ben più brutte sanitarie (obbligatorie nei luoghi di lavoro in conformità al D.lgs. 81/08)  piuttosto che utilizzate solo all’aria aperta e mantenendo comunque la distanza sociale”.

Le mascherine sono state consegnate a Christan Papini, Direttore del Centro di Accoglienza, che si premurerà di consegnarle agli ospiti del centro stesso.