Carità

Emergenza Migranti

Continua senza sosta l’arrivo di migranti in Italia. In assenza di possibilità di accesso legale a causa della chiusura dell’Europa, chi scappa da guerre, violazioni dei diritti umani o da povertà estrema è costretto ad affidarsi a trafficanti senza scrupoli per attraversare il deserto del Sahara ed il Mar Mediterraneo.

Nei primi sei mesi dell’anno gli arrivi sono superiori del 18% a quelli dello scorso anno. Per la terza estate consecutiva Ventimiglia è quindi protagonista del passaggio di migliaia di persone. A seguito della persistente chiusura della frontiera francese e del controllo sistematico effettuato dalla polizia sulla base del colore della pelle di chi transita in auto, in treno o a piedi, le difficoltà a proseguire il viaggio continuano ad essere elevate.

Anche qui i migranti sono così costretti a pagare i «passeurs» o a correre grandi rischi. Nove sono i migranti – anche minorenni – morti cadendo dai dirupi del «passo della morte», dai viadotti dell’autostrada, investiti
da TIR, dal treno o folgorati sul tetto delle locomotive o nei locali adibiti a quadri elettrici. Per durata ed entità è un fenomeno che non ha precedenti ed è quindi comprensibile che sia di difficile gestione.

Dopo lo sgombero del «campo» presso i Balzi Rossi e la chiusura, il 10 maggio 2016, del centro di accoglienza gestito dalla CRI presso la stazione ferroviaria, di fronte alla presenza di 200 migranti senza assistenza, la diocesi di Ventimiglia – San Remo decise il 31 maggio 2016 di aprire la chiesa di Sant’Antonio. Questo «piccolo miracolo», portato avanti grazie all’infaticabile generosità dei volontari, sotto la guida di don Rito Alvarez e senza alcun contributo finanziario pubblico, andrà avanti per l’accoglienza delle famiglie fino a quando, anche per questa fascia così vulnerabile, le istituzioni riusciranno ad approntare un luogo definitivo adeguato ad esse dedicato.

L’esperienza di questi anni ci insegna che è fondamentale la creazione di un tavolo di coordinamento tra istituzioni e associazioni coinvolte sul territorio. Ogni volta che l’accoglienza viene limitata, non ne subiscono le conseguenze solo i migranti, ma anche la città. La mediatizzazione negativa del fenomeno rischia, come più volte accaduto, che ne approfittino soggetti che intendono strumentalizzare la condizione dei migranti.

Come affermato dal sindaco di Grande Synte (città del nord della Francia) «fino a quando la Gran Bretagna non si sposterà, continueranno ad arrivare migranti». Lo stesso si potrebbe dire per Ventimiglia rispetto alla sua frontiera.

Maurizio Marmo