Comunicazioni

Festa “Avvenire” – Editoriale

Mancano pochi giorni all’inizio della festa di , che per la prima volta è ospitata a Ventimiglia ed a Sanremo. La nostra diocesi sta vivendo un momento particolare, che non si può comprendere se non dal di dentro dell’esperienza di fede, vissuta nella comunità dei credenti. I quotidiani che si occupano di noi nelle loro pagine, difficilmente riescono a cogliere quanto i cattolici testimoniano e operano per amore del nostro territorio. La scelta opportuna del Vescovo di rivedere il modo di celebrare la solennità dell’Assunta nel santuario mariano della Madonna della Costa a Sanremo e quella di San Secondo in Cattedrale a Ventimiglia permette di distinguere con maggior chiarezza la città degli uomini da quella di Dio: distinzione che dona dignità e libertà maggiori nel servizio reciproco del bene comune e dell’annuncio del Vangelo. Una parola semplice di Gesù ci richiama: . Questa distinzione, che aiuta a comprendere, è amplificata dai giornali, insieme ad altre questioni marginali se non banali,mettendo in secondo piano quello che davvero è urgente.

La festa di sarà una boccata d’aria per approfondire quelle tematiche che sono veramente importanti e che toccano la vita quotidiana di tutti. Il tema aiuterà coloro che parteciperanno alle iniziative a cogliere che quel l’accoglienza che si vive in famiglia è la medesima che ci spinge a farci prossimi con chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra.
Paradossalmente il legame tra famiglia e migrazioni è stato negativamente percepito da chi a Ventimiglia la settimana scorsa ha manifestato contro l’apertura di un centro di accoglienza per minori migranti osando mettere alla testa della marcia proprio dei minori. Una risposta sbagliata per un problema che ci sovrasta, il fallimento di un modello educativo, quello familiare, che ha usato minori per rifiutare altri minori.
Mi chiedo allora se il problema non sia la nostra confusa identità a generare risposte sbagliate di fronte ai modi e culture che si riversano come in un collo di un imbuto da superare nella nostre città di confine.
Nel cuore come risposta ho le parole di San Giovanni Paolo II: .

don Ferruccio Bortolotto
Moderatore della Curia