Diocesi Ventimiglia – Sanremo

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Arte Sovvenire

Grazie8x1000 – 13 – Oratorio dell’Immacolata in Sanremo

13 Maggio 2024

Gli interventi realizzati con il contributo dell’8XMille necessitano sempre di una compartecipazione da parte dell’ente proprietario dell’edificio o dell’organo su cui si opera. 

Talvolta è possibile instaurare positive sinergie anche con enti locali e  fondazioni bancarie che consentono di realizzare nella sua interezza il recupero della chiesa e dei suoi arredi, suddividendo in lotti funzionali l’operazione di restauro.

E’ il caso fortunato dell’Oratorio dell’Immacolata Concezione di Sanremo. Dal 2006 la parrocchia concattedrale San Siro ha lavorato per il recupero di tutto l’edificio e di tutte le opere ivi conservate. In particolare, sono stati risanati il manto di copertura, le facciate, effettuato il restauro conservativo dei marmi di rivestimento della navata e del presbiterio, della volta. Si è poi pensato a tutti gli arredi: le tele con il ciclo delle Storie della Vergine, il pulpito ligneo, il crocifisso processionale, i confessionali e le porte d’accesso. Tutto questo è stato possibile grazie allo sforzo dei singoli parrocchiani ma pure al concorso di tre importanti fondazioni bancarie (Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige, Fondazione Monte dei Paschi di Siena), della Conferenza Episcopale Italiana (facciata principale), della Regione Liguria, del Comune di Sanremo, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il SITO

L’Oratorio è visitato costantemente dai turisti, trovandosi nel centro di Sanremo, davanti alla concattedrale di San Siro. E’ meta devozionale privilegiata perché vi si svolge l’Adorazione continua, animata dalla comunità delle Suore Azzurre- famiglia in Emmaus, cui è affidata la cura del sito e la collaborazione con la parrocchia.

Un oratorio dedicato all’Immacolata Concezione è citato dalle fonti già nel 1653, ma l’edificio attuale è frutto della concessione fatta nel 1608 ai Confratelli della Concezione dai Canonici di San Siro, che gli conferirono una porzione del piazzale antistante la Basilica per edificarvi il proprio oratorio, nei pressi del locale cimitero. L’edificio fu terminato nel 1645 e successivamente arricchito con notevoli decorazioni marmoree e pittoriche. Nel 1683 fu compiuta la decorazione del presbiterio e dell’altare; dal 1720 fu realizzata e posata una serie di “quadri di marmo”, cornici mistilinee con tarsie geometriche ed a motivi vegetali stilizzati, a coprire porzioni di muro dell’aula. Per mezzo secolo lavorarono a questa impresa parecchi “marmorari”: il genovese Gaetano Solaro (intorno al 1720), i ticinesi Gio Andrea Manni e Gio Andrea Mazzetti (1721-1723); il genovese Scivoli (1758); altri ticinesi, Pietro Giacomo Manni Pietro Mazzetti, Michele Groppi (1772-1774) . I pregevoli affreschi della volta del presbiterio, raffiguranti il Padre Eterno ed i Profeti, furono eseguite dal genovese Giovanni Battista Merano, intorno al 1695. Nei quadri di marmo furono inserite alcune tele con episodi della vita della Madonna, fra le quali La Natività di Padre Tereso Maria Languasco (1651-1698) e Lo Sposalizio di Giacomo Antonio Boni (1688-1766) .L’ambone ligneo è elemento di pregio storico: risale sec.XVIII, con dipinti di Maurizio Carrega e di memoria devozionale (vi predicò anche San Giovanni Bosco).  

L’IMMAGINE

Non un solo dipinto, ma una serie di tele di grandi dimensioni che ornano le pareti dell’Oratorio a supporto della meditazione dei momenti salienti della vita della Vergine Maria, oltre al prezioso affresco al centro della volta che ritrae la Vergine Immacolata attorniata da alcuni simboli dei suoi titoli, ricorrenti nelle litanie lauretane. Si leggono, dal presbiterio, a destra verso l’ingresso e quindi in successione sulla parete sinistra sino al presbiterio:

Natività di Maria, attribuita al sanremese Tereso Maria Languasco (San Remo 1654-Genova 1698), al secolo Tommaso Ludovico Languasco, agostiniano scalzo, allievo del famoso pittore genovese Giovanni Battista Carlone; Presentazione di Maria al Tempio di un ignoto pittore ligure, databile entro la prima metà del Settecento; Sposalizio della Vergine attribuito al bolognese Jacopo Antonio Boni (1688-1766), eseguito in un periodo vicino agli affreschi della Madonna della Costa realizzati dal Boni nel 1727; Annunciazione, di ignoto pittore locale, eseguita nel 1758 in rapporto ai committenti indicati nel dipinto, ovvero Domenico e Sebastiano Calcagno; Visitazione e la Natività di Gesù, una di fronte all’altra all’inizio delle pareti sinistra e destra, attribuite al pittore sanremese Girolamo Bosio, forse eseguiti attorno al 1772; Presentazione di Gesù al Tempio di altro pittore ignoto ; Pentecoste realizzazione di primo Settecento ancora legata ai modelli del tardo Seicento locale; sul dipinto, ripetuta due volte, c’è l’iscrizione “ex dono Canonici Ferrandini iunioris”; Morte della Vergine, di autore ignoto attorno al 1720-1723.

La nicchia al centro della parete di fondo del presbiterio è occupata da una statua della Vergine Immacolata, opera di scultore lombardo-genovese di metà Seicento.

L’INTERVENTO DI RESTAURO 8XMILLE

Il lotto proposto alla valutazione dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto ha  inteso sanare le condizioni critiche degli intonaci dei prospetti e soprattutto della facciata principale, pesantemente rimaneggiata nel XX secolo, ultimo intervento da condurre dopo che la parrocchia aveva già recuperato le coperture gli interni. L’intervento è stato realizzato nel periodo 2009-2010.

APPROFONDIMENTI

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