Seminario

Il Seminario Vescovile a Sanremo

Venerdì scorso dopo la solenne concelebrazione nella basilica concattedrale di San Siro in Sanremo, nella solennità di San Romolo, si è inaugurata con estrema semplicita la sede del nuovo seminario in Sanremo, nella struttura dell’ex monastero della Visitazione.

Il giorno precedente vi si è tenuta la prima riunione della scuola del clero, che ha avuto per relatore don Luigi Epicoco. La comunità del Seminario si trasferisce in quest’ambiente, in cui la bellezza della natura e la sobrietà delle architetture invitano a quel clima di raccoglimento e di preghiera, in cui compiere un genuino cammino di discernimento. La vocazione al sacerdozio infatti è un dono, che viene da Dio e che nessuno si può dare da solo: sacerdoti si diventa o meglio ci si scopre e ci si riconosce chiamati al ministero.

Proprio per questo è importante che vi sia un luogo, una casa che sappia accogliere e custodire il seme che il Signore pone nel cuore di alcuni, perchè stiano con lui e poi vadano con gioia ad annunciare la bellezza del Vangelo.

Papa Francesco insiste molto sull’immagine del Vangelo di Matteo, paragonando la vocazione al ministero ordinato al tesoro nascosto in un campo. “Davvero un tesoro” ha detto il Pontefice in un discorso del 3 ottobre 2014 che Dio mette da sempre nel cuore di alcuni uomini, da Lui scelti e chiamati a seguirlo in questo speciale stato di vita. Questo tesoro, che richiede di essere scoperto e portato alla luce, non è fatto per arricchire solo qualcuno.

Chi è chiamato al ministero non è padrone della sua vocazione, ma amministratore di un dono che Dio gli ha affidato per il bene di tutto il popolo, anzi di tutti gli uomini, anche di coloro che si sono allontanati dalla pratica religiosa o non professano la fede in Cristo.

La nuova sede del Seminario è frutto dei sacrifici di tutta la comunità cristiana della nostra terra: le monache visitandine, i benefattori e i fedeli, che con carità hanno costruito e mantenuto questo luogo, trovano nel loro impegno un nuovo significato: custodire il tesoro delle vocazioni sacerdotali. Il Seminario è una palestra per imparare il servizio e per muovere i primi passi nella liturgia, nella carità e nella testimonianza verso il mondo, che il presbitero è tenuto a dare. Monsignor Suetta ha più volte ricordato quale desidera che sia lo stile della vita in seminario, usando una parola appunto cara al Papa: Custodito. Non è qui indicata da parte del vescovo una chiusura, ma piuttosto una disposizione, innanzi tutto interiore, ad essere attenti ad ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

I giovani in ricerca vocazionale sono chiamati a custodire nel loro cuore la Parola, grazie alla preghiera liturgica, allo studio delle Sacre Scritture e della dottrina cristiana. La formazione è un impegno che precede l’ingresso in Seminario, che accompagnerà le tappe degli anni in preparazione al sacerdozio e che continuerà per tutta la vita dopo le ordinazioni diaconale e presbiterale. Anche la comunità dei formatori è stata ampliata secondo le disposizioni della nuova ratio. Accanto al rettore, al padre spirituale e all’economo, vi saranno i coordinatori della formazione intellettuale, umana e pastorale. Il nuovo ambiente, che unirà silenzio, studio e vita fraterna aiuterà i giovani alunni del Seminario a scoprire i doni che il Signore ha posto nel cuore di ciascuno di loro.

Il vescovo ha poi voluto affidare alla protezione di san Francesco di Sales la comunità. Un invito a riscoprire la spiritualità salesiana, che ha donato alla Chiesa figure importanti come le visitandine Francesca Giovanna De Chantal, Maria Margherita Alaquoque a cui è apparso il Sacro Cuore, Leonia Martin sorella di santa Teresina di Gesù Bambino e don Bosco, che è stato ospite del monastero della visitazione di Sanremo in cui ha celebrato l’Eucaristia.

Ferruccio Bortolotto
rettore del Seminario