Parrocchie

Madonna del Rosario… con restauro!

Come ogni anno la prima domenica di ottobre è dedicata alle celebrazioni per la Madonna del Rosario. Questa volta, in perfetta coincidenza con la memoria liturgica, il 7 ottobre la città di Sanremo ha festeggiato la Beata Vergine Maria con la tradizionale processione seguita dalla Santa Messa in Basilica. A presiedere il Vescovo Mons. Antonio Suetta.

La devozione alla Madonna del Rosario, promossa dal Papa San Pio V e in seguito da Gregorio XIII, nasce intorno al 1643, verosimilmente in seguito alla vittoria della battaglia di Lepanto. Ma è solo dopo il 1730, quando in questa zona della Liguria si manifestò una terribile pestilenza che provocò numerose vittime, che la città si affidò alla protezione della Beata Vergine Maria del Santo Rosario: le accorate preghiere dei fedeli furono ascoltate e Sanremo fu sostanzialmente risparmiata. Da allora si fece voto di svolgere una solenne processione ogni anno ad ottobre, in segno di ringraziamento per la grazia ricevuta.

Numerosissimi i fedeli che hanno partecipato alle celebrazioni e tanta devozione meritava il restauro appena concluso dell’antica statua del Maragliano che dal 1663 troneggia sull’altare laterale della Basilica di San Siro a lei dedicato.

La restauratrice Raffaella Devalle ha restituito l’opera al suo antico splendore con un attento e paziente lavoro di ripulitura e ristrutturazione durato circa un anno. L’artista, a cui erano stati affidati anche parecchi lavori durante il restauro della Basilica, conclusi ormai tre anni fa, ha eseguito magistralmente il ripristino dell’opera d’arte seicentesca nel suo laboratorio e, proprio la settimana prima della festa cittadina, l’ha riportata in Basilica perché potesse essere ammirata dai fedeli.

Dopo questo lavoro la delicata statua, per mantenere intatto il suo stato di conservazione, non potrà più essere portata in processione e al suo posto, già da quest’anno è stato trasportato un quadro della stessa intronizzato su un basamento in legno decorato con fiori e candele.

Paola Viotti