Pellegrinaggi

Oropa, il resoconto

La settimana scorsa un folto gruppo di fedeli si è recato in pellegrinaggio a Oropa, a 1200 metri di altezza, nei pressi di Biella.
Meta molto ambita dai pellegrini che si recano al santuario dedicato alla Madonna Nera per chiedere l’intercessione di Maria o esprimere riconoscenza per le grazie ricevute.
Durante la Messa i fedeli, alle consuete condizioni – confessione, comunione, preghiera per le intenzioni del Santo Pontefice – hanno potuto acquisire l’indulgenza plenaria, concessa da papa Giovanni Paolo II nel 1988 con decreto perpetuo.

È iniziata quindi la visita guidata al maestoso complesso, partendo dal Sacello della Basilica Antica, risalente al IX secolo, che custodiva la statua della Madonna Nera.
Secondo la tradizione essa sarebbe stata portata da Sant’Eusebio dalla Palestina nel IV secolo, mentre fuggiva dalla persecuzione ariana.

Eusebio diffuse il cristianesimo e la devozione mariana nelle valli biellesi, nelle quali era presente il culto degli antichi celti. Egli sostituì, anche ad Oropa, il culto delle deità femminili con il culto di Maria. Alla Vergine sono attribuiti numerosi miracoli e grazie particolari, ragione per la quale molte persone donano anche oggi simulacri «ex voto».
La Basilica Antica è stata realizzata a seguito del voto di Biella in occasione dell’epidemia di peste del 1599.

Nel 1620, per ringraziare la Madre di Dio, si tenne la prima delle solenni incoronazioni che ogni cento anni hanno scandito la storia del santuario.
A monte del piazzale Sacro si è potuta ammirare la monumentale Basilica Superiore. La sua cupola si eleva per ben 80 metri dal suolo.

Dopo aver visitato la Porta Reggia, la Galleria ex voto, il Museo dei Tesori e gli Appartamenti Reali dei Savoia, il gruppo si è spostato a Ricetto di Candelo, antico borgo medioevale.

Henricus Otten