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Viaggio in Kurdistan

Il vescovo Suetta scrive del primo giorno di viaggio in Kurdistan iracheno:
“Arrivati ad Erbil, siamo stati ricevuti dal vescovo dei caldei Mons. Bashar Warda, al quale abbiamo portato la lettera del Papa e offerto i doni delle Diocesi di Ventimiglia – San Remo e di Carpi oltre ai doni del Santo Padre.
A Mons. Warda (vedi foto) è stato donato dal Dott. Alessandro Monteduro, Direttore Aiuto alla Chiesa Che soffre – Italia, un grande “lenzuolo” con tutti i nomi dei benefattori (oltre 70.000) italiani: al primo posto quello del Papa, seguito dalle Diocesi di Ventimiglia – San Remo e di Carpi.
Interessante la testimonianza del vescovo soprattutto per quanto riguarda la situazione di minoranza cristiana in Iraq: i cristiani devono essere sostenuti nella testimonianza della loro fede in quanto, anche quando si trovano in condizioni di tranquillità, sono sempre incalzati dai musulmani a convertirsi all’Islam, che non conosce il concetto di libertà religiosa e non ha l’idea di una convivenza tra diverse fedi religiose, ma che al contrario esprime costantemente e con forza la volontà di diffondere la propria visione religiosa.
Successivamente, dopo la celebrazione della Messa, abbiamo fatto visita al Vescovo siro-cattolico di Mossul, da dove i cristiani hanno dovuto fuggire in massa rifugiandosi ad Erbil: sono il gruppo maggiormente in difficoltà per mancanza di tutto (lavoro, casa, opportunità per la scuola e sanità) e sono circa 30.000 (un terzo dei siro-cattolici nel mondo).
Siamo stati poi ricevuti dal Patriarca di Babilonia dei Caldei, Mons. Louis Rafhael I Sako, che, residente a Baghdad, in questi giorni si trova ad Erbil: ci ha descritto la situazione dei cristiani in Iraq sottolineando soprattutto come abbiamo bisogno di sentirsi sostenuti dalle altre chiese con la preghiera e la vicinanza spirituale e insistendo sul fatto che la presenza dei cristiani in Iraq ha una fondamentale dimensione missionaria e di testimonianza. La nostra delegazione si è fermata a cena dal Patriarca.
Oggi visiteremo a Ozal City (periferia della città di Ankawa) il complesso delle case affittate dalla Chiesa a favore dei cristiani sfollati, il magazzino dove mensilmente vengono distribuiti generi alimentari, l’Università Cattolica e il dispensario medico.
Domenica parteciperemo alla Messa celebrata da Mons. Warda in Cattedrale.
Se sarà possibile faremo ancora una visita, insieme al Patriarca, a Kirkuk”.

Erbil, 2 aprile 2016