Cultura

Quale Cultura per il Paese? – Sintesi

Martedì 17 aprile a Sanremo, presso la curia diocesana, si è svolta la conferenza mensile del ciclo di incontri «PerCorso», proposto dall’ufficio comunicazioni sociali come scuola di formazione per i laici ad una vita di servizio nella società civile.
Numerosi i partecipanti richiamati anche dalla presenza di due ospiti d’eccezione che hanno regalato un’interessante serata di educazione al bello e al vero. Alex Corlazzoli, maestro di scuola primaria e giornalista collaboratore de «Il Fatto Quotidiano» si è confrontato con Paolo Gardino, professore di lettere antiche al liceo Valsalice di Torino nonché scrittore di libri per la scuola. Pur provenendo da percorsi di vita e da esperienze di fede molto differenti, i due relatori hanno offerto un’avvincente sintesi del loro cammino di studio sulle problematiche della cultura contemporanea.

Corlazzoli ha esordito invitando a non credere che il fatto culturale appartenga a caste di illuminati: «La cultura è un bene di tutti. Non possiamo pensare che esistano uomini di cultura che dall’alto presuntuoso dei loro osservatori studiano gli altri. Questo modo di pensare è chiuso ed asfissiante.
Dobbiamo pensare invece che la cultura è un bene primario da offrire ad ognuno. Dovremmo fare battaglie per questo, come ne abbiamo fatte e ne facciamo perchè ciascuno abbia il diritto ad avere l’acqua».

Alex ha raccontato diversi episodi tratti dalla sua esperienza personale che gli hanno consentito di ammirare produzione di autentica cultura in luoghi, come una povera periferia di Palermo in cui ha prestato servizio di volontariato, dove mamme e papà incapaci di leggere e scrivere erano giganti nell’educazione dei loro figli.

E proprio sull’educazione degli adolescenti si è incentrata la testimonianza del professor Gardino: «Siamo in un tempo di crisi educativa. Sono in crisi la figura del genitore e quella del maestro che sovente si guardano e non sanno quali soluzioni adottare davanti ad adolescenti così diversi e lontani da quello che una volta era un insieme di valori condivisibili.

È facile trovarsi davanti a ragazzi chiusi da un narcisismo amplificato dalle moderne tecnologie che porta al totale disinteresse verso ciò che ha veramente valore, compresa la vita stessa». Al termine, le «ricette» incoraggianti presentate dai due relatori.

«Oggi – ha detto Gardino – non servono più prediche. Dobbiamo essere testimoni di fronte ai ragazzi che non ascoltano ciò che diciamo, ma osservano come viviamo e a cosa tendiamo».

Il maestro Corlazzoli ha esortato a riscoprire il senso di meraviglia davanti all’esperienza straordinaria dell’altro: «Il nostro mondo è multi–culturale, ma saprà essere interculturale solo quando ci sapremo accostare gli uni agli altri coltivando il senso di meraviglia che è il modo universale e più alto in cui ogni uomo si accosta al bello e al vero quando lo incontra. La cultura è il cuore che parla ad un altro cuore. Questo è il vero apprendimento, che unisce davvero e che non necessita di cattedre».