Tribunale, Ultima ora

Tribunale Ecclesiastico – Dal Vicario Giudiziale

Intervento di don Emanuele Longo, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Diocesano, durante il pellegrinaggio mariano dei sacerdoti in Taggia – 19 maggio 2022


Carissimi,
l’esperienza di questi anni del Tribunale Ecclesiastico Diocesano ha dimostrato come tale servizio pastorale è realmente uno strumento utile, non solo per fare chiarezza nella vita di tanti fedeli, ma anche per dimostrare la sollecitudine della Chiesa che, nonostante abbia semplificato la procedura, ha voluto mantenere invariata l’indole giudiziale e non amministrativa di tale procedura a difesa del Sacramento del Matrimonio.

Credo sia utile partire dalla considerazione relativa ai rapporti tra il Tribunale Ecclesiastico e le realtà dove ci troviamo ad operare.
In questi anni molte cause di nullità sono state introdotte grazie all’interessamento di diversi di Voi, i quali, conoscendo persone e situazioni, hanno contattato il Tribunale affinché dopo previa consultazione con il patrono stabile, potessero introdurre il libello che da avvio alla procedura canonica. È importante seguire le coppie che collaborano con noi, cercando di capire se la loro situazione di irregolarità possa legittimare una richiesta di nullità matrimoniale.

Per comprendere la realtà si dovrebbe partire da alcuni incontri dando delle indicazioni di massima sul senso della richiesta di nullità matrimoniale.
Da questi colloqui individuali si potrebbe, poi, passare a colloqui specifici con coloro che si dimostrano interessati.

La consulenza “strutturata”, poi, viene affidata al Tribunale che, attraverso i suoi consulenti cercherà di capire se, effettivamente, vi siano i presupposti per richiedere la nullità matrimoniale. Purtroppo questi anni di pandemia hanno sempre più isolato le persone e c’è il rischio che situazioni irregolari che, effettivamente, potrebbero legittimare una richiesta di nullità matrimoniale per la pace della coscienza non vengano portate all’attenzione.

In base all’esperienza quotidiana, questi ultimi anni legati appunto alla pandemia, alla conseguente crisi economica e ad un allontanamento progressivo dei fedeli dalla pratica religiosa, stanno segnando anche l’attività del Tribunale Diocesano, che nell’ultimo periodo ha visto un ridimensionamento delle cause introdotte.

Il nostro tribunale diocesano è una realtà importante che risponde pienamente ai requisiti voluti dal Papa (prossimità, celerità, economicità). Dobbiamo fare in modo che la struttura sia effettivamente un servizio a 360° per i fedeli, attraverso un’opera di sensibilizzazione che parta dalle parrocchie e anche dagli altri uffici di pastorale.

Questo mio breve intervento, vuole essere un invito per Voi Parroci, a prendere coscienza della presenza nel territorio diocesano di questo strumento fortemente voluto dal nostro Vescovo dopo la riforma del Romano Pontefice con il MP Mitis Iudex, ma soprattutto, in base al Vostro ministero nelle Parrocchie affidate, di presentare a quei fedeli divorziati e risposati civilmente la possibilità di una verifica del matrimonio canonico “fallito”. Come ho detto, fra i collaboratori parrocchiali o semplicemente tra i fedeli che frequentano la Chiesa o i movimenti diocesani, in ragione dei Sacramenti dei propri figli o perché hanno un riavvicinamento alla pratica della fede, possono trovarsi persone che vivono situazioni matrimoniali irregolari: molti di loro non conoscono la possibilità di verifica del matrimonio celebrato e rischiano di perdere un’occasione propizia che potrebbe aiutarli a superare problemi di coscienza. Il contesto di fragilità psicologiche, l’assenza di un cammino vero di fede, la superficialità con la quale si affrontano certe scelte ed una società che non aiuta a vivere i valori cristiani, possono facilmente incidere sulla scelta matrimoniale come scelta veramente libera, capace di far vivere i coniugi nel rispetto e nell’assunzione di quei diritti e doveri essenziali che nascono dal matrimonio stesso.
Il Tribunale è a disposizione sia per programmare gli incontri che per risolvere questioni dubbie. Qualora la condizione di alcuni fedeli non sia tale da legittimare una richiesta di nullità matrimoniale, è importante suggerire percorsi alternativi.

In conclusione e ringraziando il Vescovo per questo breve spazio che mi ha concesso, voglio domandarVi una collaborazione più stretta: se avete conoscenza di fedeli delle Vostre Parrocchie o dei Movimenti ecclesiali che vivono in situazioni irregolari, avvicinateli al Tribunale Ecclesiastico, affinché possano prendere contatto con il Patrono Stabile per iniziare un cammino di verifica. Senza creare illusioni, ma nemmeno bypassando una possibilità che la Chiesa offre nella sua sapienza, bontà ed esperienza, in questi anni il Tribunale ha riconosciuto la nullità di diversi matrimoni, offrendo ai fedeli la possibilità di trovarsi dinnanzi a Dio con una coscienza tranquilla e rinnovata. Sarebbe un peccato che tanti fedeli non solo per ignoranza ma anche per nostro disinteressamento, si vedessero preclusa questa possibilità.

Grazie di cuore per la Vostra pazienza nell’ascolto!

Sac. Emanuele Longo, vic. giud.


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