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14 febbraio: Lettera ai Fidanzati

Il Vescovo Antonio Suetta così si rivolge agli innamorati. Con un invito importante per questa domenica!

Carissimi Fidanzati,

come vostro Vescovo vi saluto con tanto affetto e desidero esprimere grande stima e profonda attenzione per il prezioso tempo che state vivendo, dedicato  alla conoscenza reciproca per giungere alla creazione di una nuova famiglia.

Amare e sentirsi amati sono i bisogni più grandi che portiamo dentro di noi. Tutto quello che facciamo, a ben guardare, è animato da questi desideri profondi.

Ma cosa vuol dire amare?  Non c’è parola più abusata ed equivoca, che molto spesso oggi è intrecciata a tante altre parole che ne sono, di fatto,  la negazione. Non è raro riconoscere, dietro la parola “amore”, suoi sintomi o surrogati: scambiamo l’amore con il piacere, con lo star bene, con la tranquillità.

Un primo impegno a cui vorrei richiamarvi è pertanto quello di scoprire il volto vero dell’amore, che si disvela solamente andando in fondo al vostro cuore, prendendo sul serio la vostra umanità, non limitandovi superficialmente alle emozioni momentanee, sebbene oggi sia sempre più forte quella voce che insinua il dubbio sull’amore vero e  porta ad accontentarsi di passioni fugaci.

È possibile ancora nel nostro mondo parlare di amore fedele e indissolubile?

L’esperienza di questo tempo dice che l’amore nasce dall’idealizzazione della persona amata, di cui ci si innamora per una qualche alchimia, ma poi il tempo produce disincanto e tramuta l’ardore in un affetto privo di passione o nell’amarezza della disillusione.

Di fronte a tale prospettiva, voglio dirvi con rinnovata convinzione che l’amore vero, grande, per sempre, che il cuore umano reclama, è realmente possibile! A tale scopo la Chiesa vi chiede di fondare la vostra unione nell’amore di Dio, perché l’esigenza di un amore vero ha senso e può essere adempiuta solo nella fede.

Sì, cari amici, l’amore ha bisogno della fede! Innanzitutto per imparare ad andare oltre le apparenze e oltre la sfida del tempo. La fede è capace di sostenere l’amore di fronte alla sfida dell’abitudine, per tenere vivo lo stupore dell’incontro e della libertà altrui.

Amare presuppone la capacità di vedere ciò che gli altri non possono scorgere in chi ci sta accanto.

D’altra parte, il rischio più grande di ogni rapporto umano (specialmente quello di coppia) è quello di ridurre l’altro a ciò che io ho deciso che l’altro sia. Educarsi a guardare oltre le apparenze vuol dire anche non perdere di vista il fatto che l’altro, l’amato o l’amata, non può mai essere ridotto a quello che io voglio che sia. L’altro è un mistero e il fondamento di questa sua irriducibile originalità è il disegno stesso di Dio .

Ecco perché il matrimonio cristiano si celebra nella Messa, dove sempre incontriamo l’amore e la fedeltà di Dio per gli uomini; offriamo il pane e il vino, segno della nostra vita quotidiana, e riceviamo il Corpo e il Sangue del Signore, nutrimento spirituale e compagno del nostro cammino… così l’amore coniugale diventa possibile come amore che perdona, che sopporta e si lascia mettere in croce.

Nell’Eucaristia ci educhiamo a custodire uno sguardo profondo, per riconoscere nella promessa della persona amata il segno concreto della fedeltà di Dio; radicato in essa il sacramento del matrimonio rende l’amore un dono, una  “grazia”, da cui nascono compiti e responsabilità svolti con gioia anche nei sacrifici e nelle fatiche più grandi.

Questa mia lettera nasce dalla constatazione che oggi non ci si sposa più e, anche quando ci si sposa, sono troppi i matrimoni officiati senza fede autentica in ciò che viene celebrato.

La mia preoccupazione di pastore è quella di mostrarvi in che modo la visione cristiana dell’amore, fondata sull’esperienza di Gesù morto e risorto, abbia a che fare con la verità stessa del vostro amore e con quella felicità che il vostro cuore desidera.

Vorrei parlarvi anche del matrimonio secondo la legge naturale, pur sapendo che il relativismo del nostro tempo stenta a riconoscere una legge di natura condivisibile. Desidero comunque richiamarvi alla necessità di riscoprire la fede nel Signore Gesù per comprendere e custodire il vostro stesso amore, camminando, con cuore ed intelligenza, nella comprensione più profonda del mistero della vita.

A tale scopo, la nostra Diocesi di Ventimiglia – San Remo è lieta di offrirvi alcuni percorsi di accompagnamento all’amore, differenziati in base alle circostanze e alla situazione che ciascuna coppia vive.

Sotto il termine “fidanzati”, infatti, si ricomprendono situazioni tra loro molto diverse: dai “fidanzatini” che vivono la prima esperienza di coppia, fino agli “eterni fidanzati”, che non si decidono mai, passando per coloro che hanno deciso di sposarsi e si stanno preparando al Matrimonio. Un itinerario specifico è rivolto anche a coloro che hanno dato vita a esperienze di convivenza o di Matrimonio soltanto civile, con o senza figli, per poter comprendere la peculiarità del matrimonio cristiano, che non è un semplice contratto da aggiungere alla scelta di un uomo e una donna.

Cari amanti, prendete sul serio il vostro amore e cercate di riconoscere le istanze del vostro cuore, risvegliate la sete di vedere la fonte dell’amore. Possiate scoprire che Dio non è il nemico della vostra felicità e del vostro progetto di vita insieme, ma al contrario, come riconosce Dante nell’ultimo verso della Divina Commedia, egli è “l’Amor che move il sole e l’altre stelle” (Par XXXIII,145).

Invitandovi a coltivare la vostra bellissima storia con la preghiera, vi ricordo che Papa Francesco ha indetto l’anno di San Giuseppe. La Penitenzieria Apostolica ha sottolineato che “l’aspetto principale della vocazione di Giuseppe fu quello di essere custode della Santa Famiglia di Nazareth, sposo della Beata Vergine Maria e padre legale di Gesù”, concedendo l’Indulgenza Plenaria alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) ai fedeli che, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, parteciperanno all’Anno di San Giuseppe nelle occasioni e con le modalità indicate da questa Penitenzieria Apostolica: “Affinché tutte le famiglie cristiane siano stimolate a ricreare lo stesso clima di intima comunione, di amore e di preghiera che si viveva nella Santa Famiglia, si concede l’Indulgenza plenaria per la recita del Santo Rosario nelle famiglie e tra fidanzati(Decreto 08.12.2020).

Sarò lieto di salutare e benedire i fidanzati che vorranno partecipare alla Santa Messa nel prossimo 14 febbraio, festa di San Valentino, presso il Santuario di Nostra Signora della Costa in Sanremo alle ore 10.30.

Vi saluto e vi benedico con grande affetto.

Sanremo, 31 gennaio 2021.

Memoria di San Giovanni Bosco, Padre e Amico dei Giovani.

+ Antonio Suetta

                                                                          Vescovo di Ventimiglia – San Remo


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