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Caritas – Libano, un mese dopo

Date anche le fragilità preesistenti è evidente come l’esplosione abbia ricadute negative sul piano economico e sociale sull’intero paese e di lungo periodo. In tal senso è unanime la sollecitazione a governi, donatori e organizzazioni umanitarie a prevedere sin da ora una risposta in tre fasi strettamente connesse tra loro: prima emergenza; ricostruzione/riabilitazione; sviluppo di lungo periodo.


Prima emergenza (3 mesi): la risposta umanitaria è stata massiccia con centinaia di organizzazioni locali e internazionali sul campo in un territorio estremamente limitato. Si sta procedendo alla pulizia e riparazione
urgente delle abitazioni, delle condutture idriche, alla distribuzione di kit igienico-sanitarie e di cibo, al sostegno psicologico. Per il momento i bisogni alimentari primari sono soddisfatti, mentre resta un gap nell’approvvigionamento di farmaci e attrezzature sanitarie, anche per contenere la diffusione della pandemia Covid19. Il coordinamento assume in questa situazione un’importanza cruciale per rendere la risposta efficace.

Diversi tavoli sono stati costituiti in loco a cui anche Caritas Libano partecipa allo scopo di modulare gli interventi in base alle esigenze che via via restano più scoperte. Ciò ha consentito di modificare le zone di intervento soprattutto dei presidi sanitari mobili nonché di concentrare gli sforzi sugli ambiti meno coperti da altri. Ad esempio, dopo le prime distribuzioni, Caritas Libano ha deciso di non fornire ulteriormente cibo, bisogno già coperto da altri e concentrarsi invece sull’aspetto sanitario,
psicologico e la fornitura di beni non alimentari.

Ricostruzione/riabilitazione (medio termine): tale fase prevede il ripristino di ospedali, scuole e del sistema di fornitura idrica degli edifici. In questa fase dovranno considerarsi anche il settore delle tecnologie sostenibili e quello culturale (ad esempio ricostruzione delle dimore storiche).

Sviluppo di lungo periodo: è in corso una valutazione, anche della Banca Mondiale, sulle esigenze di lungo periodo, che faranno oggetto di piani di sviluppo.
I bisogni sopra indicati si sommano alle esigenze correlate alla crisi siriana e alla crisi economico e sociale del Paese, che continueranno a costituire parte integrante della risposta umanitaria.

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