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Don Ferruccio saluta i nuovi parrocchiani

Sabato 20 giugno, durante la Messa delle 18, il vescovo Suetta ha presentato alla comunità della parrocchia di Sant’Agostino di Ventimiglia il suo nuovo parroco, don Ferruccio Bortolotto.


Il sacerdote ha quindi salutato i suoi parrocchiani con poche parole che già tanto dicono di lui e del suo programma pastorale.


«Finalmente posso chiamarti «Sciu prevostu»»: così mi ha salutato un mio caro amico dopo aver appreso della mia nomina. Ed io voglio proprio essere il vostro «prevostu». Il dialetto traduce il latino «praepositum» che sta ad indicare colui che è posto vicino. Essere vicino a Dio e vicino ai fratelli, è questo l’importante compito che ricevo oggi dal vescovo come mandato.


Il nostro grande patrono, sant’Agostino, in un discorso in cui commentava il comandamento dell’amore affermava: «Quando infatti comincerai ad amare Dio, allora comincerai ad amare te stesso. Non temere: per quanto grande sia il tuo amore per Iddio, non lo amerai mai troppo. La misura di amare Dio è di amarlo senza misura» e ancora «I tifosi di un’auriga sono presi totalmente dallo spettacolo, vivono solo della persona che stanno guardando. Chi è così appassionato non pensa più a sé stesso, non sa più neppure dove si trovi. Tanto che, se gli sta vicino uno un po’ meno tifoso, al vederlo così accalorato dice subito: «Costui non è in sé!»» (cf. Aug., Sermo 90/A, 9).


Vi chiedo di essere con me tifosi del Signore Gesù, che passa nella nostra vita, per le vie della nostra città e nella fede della nostra comunità di credenti.
Vi chiedo di fissare così intensamente la sguardo sul Signore Gesù, al punto tale che tutti coloro che ci saranno accanto arrivino a dire di noi: «Costoro sono folli!».


Vi chiedo subito di curare con la medicina della misericordia e della pazienza i miei difetti e di accettare la fatica di collaborare alla costruzione di relazioni vere, buone ed impegnate in cose concrete e quotidiane».

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