Carità

I migranti sono un dono

Nelle ultime settimane è ripreso l’arrivo di migranti a Ventimiglia, tappa obbligata di un lungo viaggio per le persone che intendono raggiungere altri paesi europei. Da gennaio ad aprile presso la Caritas Intemelia sono passate 1.800 persone, che hanno ricevuto una prima assistenza (4.000 interventi per cibo, vestiario, doccia e informazione legale). Circa la metà provengono dal Sudan, in particolare dal Darfur, regione dove dal 2003 è in corso la repressione delle minoranze da parte del governo centrale.
Papa Francesco perla dei migranti come di “fratelli” che per noi sono un “dono”: “Troppe volte non vi abbiamo accolto! Perdonate la chiusura e l’indifferenza delle nostre società che temono il cambiamento di vita e di mentalità che la vostra presenza richiede. Trattati come un peso, un problema, un costo, siete invece un dono”. Ed ancora “La vostra esperienza di dolore e di speranza ci ricorda che siamo tutti stranieri e pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con generosità e senza alcun merito. Chi come voi è fuggito dalla propria terra a causa dell’oppressione, della guerra, di una natura sfigurata dall’inquinamento e dalla desertificazione, o dell’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui dividere il pane, la casa, la vita”.
Quanto riusciamo a condividere il pensiero del Papa? Quanto del suo invito intendiamo mettere in pratica? Anche nella nostra Diocesi, dove questi “fratelli” sono in transito e rimangono bloccati da confini, regolamenti, respingimenti, timori e paure. Quanto sta perdendo la nostra Europa in umanità e solidarietà nell’innalzare muri e barriere?

Maurizio Marmo

Ventimiglia, 15 maggio 2016