Seminario

Il Seminario è una Famiglia

Lo scorso 24 gennaio per la prima volta nel nuovo seminario si è celebrato con solennità San Francesco di Sales, il patrono della comunità vocazionale e formativa, dove i futuri sacerdoti si preparano a comprendere la loro chiamata e a compiere con fedeltà il loro ministero. Nella vigilia come preparazione si sono celebrati i vespri solenni. Monsignor vescovo ha presieduto l’eucaristia solenne, a cui hanno partecipato gli educatori del seminario, gli insegnanti ed i benefattori.

«Il seminario è come una familgia, ci si trova bene come a casa»: così all’inizio dell’omelia Suetta ha immediatamente sottolineato il carattere familiare della celebrazione ed ha ringraziato tutti coloro che con il loro sacrificio ed il loro impegno hanno permesso ai seminaristi di usufruire di un luogo così adatto alla vita comune, alla preghiera ed allo studio. Erano presenti singoli fedeli che si mettono a disposizione del seminario per le tante necessità, i rappresentanti del Serra Club diocesano, che proprio in seminario organizzano ogni anno la festa diocesana dei chierichetti e ministranti ed i carabinieri di Sanremo.

La presenza più significativa è stata quella degli ultimi sacerdoti ordinati, che ritrovano nella loro comunità di origine nuove energie per il ministero, fondando la loro vita pastorale sulla roccia sicura, su cui hanno imparato a costruire proprio con i compagni di seminario.

Il vescovo ha anche incoraggiato i ragazzi in cammino vocazionale, riconoscendo in loro la bellezza della fatica che compiono nel conformarsi sempre di più a Cristo verso la meta del sacerdozio ed ha annunciato la futura visita apostolica nel prossimo mese di aprile, quando monsignor Luigi Renna, vescovo di Cerignola – Ascoli Satriano e già rettore del seminario regionale di Molfetta, verrà ad incontrare la nostra comunità a nome del santo padre.

Sarà un momento di comunione e di gioia, che aiuterà la nostra comunità ad aprirsi all’esperienza dell’universalità
della Chiesa: un sacerdote infati è tale non soltanto per la propria Chiesa particolare, ma anche per quella universale, per dare la vita al mondo come Gesù.

Nei giorni precedenti il rettore ha guidato la preparazione alla solennità proponendo la riflessione su alcune parole di San Francesco di Sales, tolte dal suo libro «Introduzione alla vita devota»: «Quali affetti occupano il nostro cuore? Quali passioni lo dominano?
In che cosa specialmente è esso disordinato? Infatti dalle passioni si riconosce lo stato dell’anima saggiandole una dopo l’altra; come il suonatore di liuto, pizzicando tutte le corde, accorda quelle che ritrova dissonanti, tirandole od allentandole, così, dopo aver saggiato l’amore, l’odio, il desiderio, il timore, la speranza, la tristezza e al gioia dell’anima nostra, se non li troviamo intonati all’aria che vogliamo suonare, che è la gloria di Dio, li potremo accordare con l’aiuto della sua grazia e con il consiglio del nostro padre spirituale».
Al termine della celebrazione si è tenuto un breve momento conviviale, che ha permesso di sperimentare quel clima di famiglia a cui si era accennato nella celebrazione.

I dieci seminaristi hanno ricevuto proprio in questi giorni le destinazioni nelle parrocchie in cui presteranno servizio durante il sabato e la domenica, per imparare a muovere i primi passi verso la pastorale attiva e per costruire una sintesi tra preghiera, studio ed azione.