Laici

Incontro del Serra Club

Il Serra Club Sanremo si è riunito nei giorni scorsi in una particolare cornice di spiritualità, presso l’ex convento dei domenicani di Taggia.
Don Claudio Fasulo, cappellano del club, ha guidato insieme ai seminaristi Marco e Vincenzo, una riflessione sui valori della nostra fede.
Nella Settimana Santa, il cammino di incontro con Cristo si fa più reale e richiede uno stravolgimento dei sentimenti del nostro quotidiano «appartenere». Ogni anno una nuova quaresima, senza mai adagiarsi, senza mai pensare di essere «a posto».

Dio ci chiede il coraggio di essere noi stessi, veri al Suo cospetto, senza paura e disponibili. Siamo sensibili a questo richiamo? Oppure la convenienza ci condiziona?
La figura di Pietro, nel corso della settimana Santa, ci aiuta sicuramente a rispondere a questi interrogativi.
Prima dell’arresto, Gesù parla ai discepoli e dice loro che dovrà bere un calice amaro, che sarà condotto a morte e che dovrà fare un viaggio dove incontrerà il Padre.

Pietro è entusiasta e generosamente dice: «Vengo anch’io, ti seguo». Gesù risponde: «Non puoi seguirmi». «Ma ho lasciato tutto, non ho paura», insiste Pietro, «io ti seguo» e Gesù ancora: «Ho detto che non puoi seguirmi». «Prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte» gli dice. Il suo sguardo muto scombinerà la vita di Pietro.
Molte volte noi, davanti agli altri, cerchiamo, per il «quieto vivere», di non esternare troppo la nostra fede e non sappiamo essere coraggiosi testimoni di Gesù. Come Pietro, dobbiamo arrivare a conoscere la nostra povertà, la nostra fragilità, per scoprire poi di non essere così buoni cristiani.

Allora, vivere in modo autentico la settimana Santa significa non sentirsi già arrivati, già capaci, già maestri di una fede.
Pietro accetta di aver sbagliato e ricomincia la storia: guardato con misericordia, dispenserà misericordia. Ecco perché ogni anno viviamo una nuova quaresima: per aver una vita nuova, in cui usciamo dalla nostra idea di fede per essere veri.