Carità

La Caritas nell’emergenza

Anche oggi siamo arrivati a fine giornata. Giornata di lotta, dedicata a chi non ha diritti. A chi non è in grado di affrontare la complessità di questo “oggi”.

In prima linea per rendere la fragilità meno fragile per chi è più fragile. Storie, sogni, speranze che si trovano a dover affrontare senza armi un nemico invisibile che ha messo in ginocchio Nazioni intere.

Anche oggi siamo riusciti a mantenere aperti i nostri Servizi Caritas: mense, docce, educativa territoriale, alloggi protetti, Centri Ascolto, CAS. Ed abbiamo anche implementato l’apertura delle Accoglienze per Senza Dimora, ora gli ospiti possono fermarsi anche di giorno, perché “stare a casa” per chi una casa non ce l’ha è paradossale.

Anche oggi abbiamo telefonato per dare un conforto, abbiamo utilizzato WhatsApp per controllare che le persone con Vulnerabilità assumessero le terapie, evitando situazioni da TSO. Già per noi considerati “compensati” è difficile reggere le immagini quotidiane: strade vuote, negozi chiusi, scaffali vuoti nei supermercati. La solitudine uccide e lo fa ancor di più in momenti come questo.Partiamo in Visita Domiciliare con mascherine di stoffa cucite da volontari che lavorano dietro le quinte. Operatori che non si preoccupano dell’orario.

Facciamo “fronte”. Gli Empori Solidali sono aperti non solo per permettere alle persone di avere pasta, passata, tonno, biscotti ma soprattutto per avere un momento in cui poter parlare, anche se le mascherine impastano i suoni, guardarsi negli occhi e avere la consapevolezza che non siamo soli in questa sfida.

Christian Papini