Vescovo

L’omelia di Bagnasco

Diocesi di Ventimiglia-Sanremo

Sabato 28/5/2016

Santa Messa di Esequie per S.E.R. Mons. Giacomo Barabino

Vescovo Emerito di Ventimiglia-Sanremo

“Beati i miti”

Cari Confratelli nell’Episcopato, nel Sacerdozio e nel Diaconato,
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore,
Il Signore ha chiamato al cielo S.E. Mons. Giacomo Barabino, Vescovo Emerito di Ventimiglia-Sanremo. E noi siamo qui per ringraziare Dio d’avercelo dato, siamo qui a pregare per la sua anima, per stringerci attorno a lui e dirgli la nostra stima, piena di ammirazione, affetto, gratitudine. Non si poteva non volergli bene! La bontà del suo cuore, frutto di indole e di ascesi, appariva senza pose o calcoli, con la semplicità degli umili. Chi lo avvicinava si sentiva beneficato dalla nobiltà della sua anima: essa ispirava uno stile rispettoso e positivo che – senza tacere la verità alta del Vangelo – donava fiducia, invitava a ricorrere alla Santa Vergine, incoraggiava in qualunque difficoltà. I sentimenti erano veri come le sue parole, cosa mai scontata!
Il tratto di semplice dignità non indulgeva al culto dell’immagine, ma rispondeva con naturalezza al rispetto degli altri – popolo e istituzioni – riconoscendo in ogni persona un miracolo di Dio e nelle situazione i frammenti sempre presenti del bene. La sapienza del cuore, promessa alle anime limpide affidate al Signore, lo accompagnava e lo rendeva capace di intuire, discernere, sciogliere nodi, creare relazione.
Così lo ricordiamo anche a Genova, che ha avuto il dono di averlo a fianco del Card. Giuseppe Siri per vent’anni come prezioso segretario e poi come Vescovo Ausiliare per la Diocesi di Bobbio e in seguito anche Vicario Generale fino al 1988. Infine – essendo Arcivescovo di Genova il Card. Giovanni Canestri – il 5 marzo del 1989 fece solenne ingresso in questa veneranda Diocesi di Ventimiglia-Sanremo. La sua premura filiale verso l’allora Vescovo Emerito Mons. Angelo Verardo, rivelò subito l’animo di Mons. Barabino e diede esempio concreto di quella fraternità sacerdotale che è il primo annuncio del Vangelo.
Della medesima attenzione fu lui stesso circondato dai suoi successori, S.E. Mons. Alberto Maria Careggio e S.E. Mons. Antonio Suetta: siamo profondamente grati ai due Presuli, che hanno custodito con venerazione una persona di famiglia, tanto cara al cuore di tutti. Ventimiglia e Sanremo lo hanno amato e Lui ha amato la sua Chiesa, donando se stesso con la saggezza del buon Pastore che sta in mezzo al suo Clero e al suo popolo con la paziente fiducia di padre che sa che ognuno ha i suoi tempi e le sue strade.
Il Vangelo delle Beatitudini gli si addice, anzi lo descrive con quei tratti che descrivono la vita di ogni discepolo e che tanto più delineano il volto del Pastore. Sono i lineamenti di Gesù, Pastore supremo delle anime: di Lui, ogni piccolo pastore è chiamato dal essere umile segno tra la gente. Non possiamo pensare a Mons. Barabino senza la sua insostituibile sorella. Ella si è dedicata a lui con la bontà e la dedizione che tutti conosciamo, e lui l’ha accudita con affetto di fratello e di padre fino all’ultimo. La verità di ciascuno non si smentisce.
Ora vede! I suoi occhi miti e limpidi sono davanti alla luce. Preghiamo che la divina misericordia dissipi ogni eventuale residuo e tutto sia luce piena per sempre. Sappiamo che, fissando la luce di Cristo, i suoi occhi continueranno a guardarci portandoci nella sua preghiera e nel suo cuore di padre, di fratello, di amico.
+ Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo Metropolita di Genova