Carità

Mons. Galantino visita la Caritas

Domenica 13 agosto abbiamo avuto il piacere di ospitare in Diocesi Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, per la conclusione della prima Festa del quotidiano cattolico Avvenire che aveva come titolo: “Accogliere è riscoprire”.
Anche se il tempo disponibile era molto limitato Mons. Galantino ha accettato l’invito del nostro Vescovo Antonio di recarsi a Ventimiglia per visitare la Chiesa di Sant’Antonio ed il Campo Parco Roja gestito dalla Croce Rossa.
Da parte di Mons. Galantino l’attenzione al tema delle migrazioni è sempre stata molto alta, come ha spiegato parlando con i volontari presenti in Chiesa, dato che come Vescovo nella sua diocesi aveva aperto un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.

E tale interesse è tuttora tra le sue priorità anche nell’attuale ruolo di Segretario della CEI, grazie al costante stimolo di Papa Francesco che ha particolarmente a cuore la triste situazione di tanti migranti e rifugiati che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà, come ancora una volta espresso con il messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018, che si celebrerà il prossimo 14 gennaio, sul tema “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”. La riflessione del Papa trae spunto dal libro del Levitico: «Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio» (Lv 19,34). Secondo Papa Francesco “Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca (cfr Mt 25,35.43). Il Signore affida all’amore materno della Chiesa ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore.”

Ed è ciò che hanno cercato di fare i tanti volontari che si sono impegnati durante l’accoglienza presso la chiesa di Sant’Antonio, come ha potuto conoscere ed apprezzare anche Mons. Galantino nella sua visita a Ventimiglia. Dal 31 maggio 2016 si sono dedicati all’accoglienza spinti da puro spirito umanitario perché si sono trovati davanti a persone in emergenza. Non hanno mai ricevuto soldi, riconoscimenti o premi, ma amicizia, amore e sorrisi sì, tanti. Hanno ascoltato molte persone raccontare la loro vita e hanno cambiato nel profondo la loro. Ad ogni ora del giorno e della notte hanno accolto giovani uomini e donne, mamme, papà, bambini, ragazzini e ragazzine sole, qualcuno ferito nel corpo e tutti nel cuore. Hanno cucinato, preparato letti, distribuito abiti puliti, portato bambini al mare e a prendere il gelato. Passato notti al pronto soccorso, accompagnato donne a partorire, battezzato due neonati, insegnato italiano e imparato altre lingue. Hanno giocato, riso, pianto e sperato insieme. La Chiesa di Sant’Antonio è diventata una famiglia, un luogo dove per 440 giorni pensiamo che le 13.000 persone che sono passate si siano sentite al sicuro e protette. Nessun contributo è stato ricevuto dalle Istituzioni che anzi hanno risparmiato un milione di euro. Tutto ciò grazie alle molte persone e gruppi che hanno sostenuto l’esperienza di Ventimiglia CONfine Solidale dando aiuti in natura ed in denaro, la Diocesi e Caritas Italiana (con il CEI 8×1000) e grazie anche alla collaborazione delle Organizzazioni Non Governative.

Mons. Galantino ha quindi rinnovato la sua convinzione che la Chiesa debba aprirsi all’accoglienza e che le parrocchie che offrono tale disponibilità sperimentano come tutta la comunità possa essere stimolata a rinnovarsi vivendo la relazione con persone sofferenti ma ricche di speranza.

Maurizio Marmo