Parrocchie

Santo Stefano e i Caduti del mare

Quando don Umberto, parroco della chiesa di Santo Stefano al Mare, al termine della tradizionale celebrazione in riva al mare per la festa dell’Assunta, ha consegnato ai subacquei la corona da deporre in memoria dei Caduti in mare, il pensiero dei presenti è andato inevitabilmente alle troppe vittime – in molti casi senza neppure un nome – di questi ultimi anni. Durante la celebrazione della Messa, attraverso la quale la comunità parrocchiale di Santo Stefano ricorda, da ormai più di 40 anni, la «gente di mare» che ha perso la vita nelle acque della nostra terra, non si è potuto fare a meno di pensare che quello stesso mare, luogo di vacanze estive e di svago, diventa oggi per coloro che scappano da situazioni di guerra e di fame, un terribile mostro che fagocita quotidianamente vittime innocenti.
Persone che dopo essere sopravvissute a viaggi impossibili, sono consapevoli che le «carrette del mare» sulle quali si imbarcano potrebbero essere la loro tomba.

L’altare collocato sugli scogli come la prua di una nave pronta a salpare, le barche sul mare pavesate a festa, i canti che risuonavano nei vicoli amplificando la gioia di una festa così cara ai cristiani, tutto ha contribuito a far sentire i fedeli presenti più vicini a Dio.

Il nostro cuore, in questi giorni di pausa da una vita tanto frenetica, strabordante di impegni quotidiani, necessita di momenti spirituali come quello vissuto a Santo Stefano, per ricordarci che la vera festa e la vera gioia nascono dall’incontro con Cristo. Un incontro che Maria, Stella del mattino, favorisce, indicando a coloro che si trovano in balìa del mare agitato dell’esistenza, la via per approdare in un porto sicuro in cui riposare: il Cuore di Cristo, suo figlio.