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Un ponte tra Roma e Sanremo

Nel cuore della Pigna, il centro medioevale di Sanremo, arroccato quasi come una perla, a cui la città guarda sollevando lo sguardo, vi è l’ambulatorio per coloro che sono in difficoltà economiche, gestito dal Sovrano Militare Ordine di Malta (Smom). Ogni anno un notevole numero di medici e di infermieri si offrono per assitere coloro che sono esclusi dalle cure sanitarie. Si è quindi creato come un ponte ideale e spirituale, che unisce il capoluogo della riviera dei fiori con piazza San Pietro, dove centinaia di poveri stanno ricevendo cure e attenzione per volere del papa.
Venerdì gli aderenti all’Associazione medici cattolici, quelli dello Smom e altri volontari sono stati ricevuti da monsignor Antonio Suetta nel suo episcopio. Il nostro vescovo ha invitato i partecipanti a vivere con maggior intensità la giornata del povero, che si celebra oggi, richiamando il proprio messaggio in cui afferma: «Non si tratta, quindi, soltanto di rivendicare una giustizia sociale necessaria, ma di acquisire la consapevolezza di uno stile di vita fondato sulla necessaria condivisione di quanto disponiamo, e nella riaffermazione dei valori del lavoro e dell’impegno, nel desiderio di creare autentiche condizioni di benessere per tutti.

La crisi della nostra società è crisi di valori, di motivazioni, di impegno, di visione del futuro, crisi antropologica, come ha di recente ricordato anche Benedetto XVI. Chi crede nel futuro e spera in un domani migliore ha anche il desiderio di migliorare se stesso insieme alla vita di chi gli sta accanto». Contemporaneamente il vescovo ha richiamato l’impegno dei medici di ispirazione cattolica ad essere attenti alle persone, che si trovano nel momento del fine vita, mettendosi al loro servizo per superare la condizione di fragilità in cu si trovano loro e le loro famiglie.
Dopo questo momento più formativo si è passati a quello della celebrazione liturgica: nella cappella dell’episcopio monsignor Giuseppe Mani, arcivescovo emerito di Cagliari, ha presieduto l’eucaristia. Oltre a monsignor Suetta ha concelabrato don Giuseppe Puglisi, il cappellano dell’ospedale di Sanremo.

Il presule nell’omelia si è soffermato sul significato dell’attesa del Signore. «Diciamo che siamo in attesa del Signore, per un avvenimento che si è già compiuto, – ha detto Mani – ma come possiamo vivere quest’attesa? Nell’accorgerci della presenza del Signore Gesù».


Monsignor Mani che è stato padre spirituale e rettore del seminario romano, vescovo ausiliare di Roma, ordinario m ilitare e arcivescovo di Cagliari, si trovava in diocesi per predicare un corso di esercizi spirituali a «Villa Maria» e nella mattinata di ieri accompagnato dal vescovo e da don Puglisi ha visitato il seminario diocesano.

Ferruccio Bortolotto

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