Carità

Casa “Miracolo della Vita”, Taggia

La povertà è fatta di tanti aspetti, tra i quali sicuramente la condizione di chi è privo di mezzi di sussistenza che gli permettano di vivere con dignità. Ma è anche fatta della difficoltà nell’affrontare la vita, perché la propria storia è stata segnata da maltrattamenti, vuoti, trascuratezza, solitudine. La casa di accoglienza «Miracolo della vita» di Taggia è espressione dell’ associazione Centro di aiuto alla vita (Cav) che ha sede a Sanremo e opera dal 1995.

L’ edificio sede della casa è stato interamente ristrutturato. Il primo piano è la sede della comunità educativa per minori e può contenere un massimo di sei bambini. Al secondo e terzo piano sono stati realizzati sette piccoli appartamenti per accogliere la comunità genitore – bambino, che può contenere quattordici persone tra mamme e bimbi. Nella comunità operano il personale assunto dall’ associazione e i volontari, seguiti da una psicologa. Le mamme e i bambini inseriti nella comunità provengono perlopiù dai comuni della provincia di Imperia e dal comune di Genova. Tante sono le storie di mamme e i bambini che abbiamo conosciuto in tanti anni di attività. Tra queste, vogliamo oggi raccontare quella di Laura – nome di fantasia –, la prima bimba senza mamma, ospitata a Taggia.

Quando Laura è arrivata da noi aveva quattro anni. Era una bimba bionda, con grossi occhi marroni, impauriti e diffidenti; la mamma, con problemi psichiatrici, era ricoverata in una comunità e il papà completamente assente. Laura viveva con alcuni parenti in un contesto di maltrattamenti e privazioni che le stavano creando importanti problemi psicologici e fisici. In collaborazione con i servizi sociali abbiamo elaborato un progetto educativo ad hoc. La casa di accoglienza è diventata la sua casa e gli educatori la sua famiglia. Importante, nel suo percorso, il supporto di figure professionali specifiche: il neuropsichiatra infantile, il logopedista e lo psicomotricista.

Quando Laura ha compiuto 5 anni ha conosciuto la sua nuova famiglia affidataria composta da mamma, papà e un fratello «speciale», più grande, anch’egli in affido. Oggi Laura ha 16 anni, vive in Piemonte, frequenta il liceo e vuole diventare architetto. Per noi operatori e per i nostri ospiti è importante sentire il sostegno e l’apertura del territorio dove siamo inseriti e ringraziamo molti di voi che hanno imparato a conoscerci e con piccoli, ma importanti gesti quotidiani, esprimono con concretezza affetto e solidarietà.

Angela Rottino
pedagogista del Cav