Sociale

Gli aquiloni a Ventimiglia

La manifestazione che si è svolta il 2 luglio ribadisce il significato che tutti i fanciulli hanno un diritto ontologico di esistere.
L’iniziativa è nata dall’idea della psichiatra Enza Malatino di Lampedusa ed è stata patrocinata dall’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona. La dottoressa ha voluto dare un messaggio di speranza e di pace: «crediamo che il futuro di questi bambini possa essere migliore». L’idea del volo degli aquiloni ha avuto carattere nazionale. Partita da Palermo ha raggiunto le coste liguri, dando un significato emblematico all’evento: gli aquiloni sono
liberi, perché seguono la direzione del vento. Anche noi possiamo essere liberi e seguire la brezza per raggiungere percorsi di pace e libertà. Alle ore 9 del mattino, gli studenti dei due Istituti Comprensivi «Bianchieri» e «Cavour», accompagnati dalla dirigente scolastica dottoressa Antonella Costanza e dai docenti, hanno mostrato come si costruisce un aquilone, alla presenza del
signor Morabito, presidente del Club Aquilonisti. Costruire vuole dire impegnarsi giorno per giorno, crescere e rivolgersi al futuro, attraverso la quotidianità della vita. La giornata è stata ricca di emozioni, grazie alle associazioni che hanno aderito: la Caritas diocesana con i ragazzi profughi, ospiti del seminario Pio XI di Bordighera, l’Associazione Libera, l’Unicef e la Pallamano Ventimigliese. Un grazie all’assessore Nesci che condivide sempre le nostre emozioni. Alle 11, accompagnati dalla gioia e dall’entusiasmo di tutti i bambini, gli aquiloni hanno spiccato il volo. Le urla di gioia si confondevano con le onde del mare, mentre un gesto di tenerezza richiamava la nostra attenzione sulla piccola Maria Sherifa, figlia di due profughi camerunesi, nata l’11 giugno a Sanremo ed accolta insieme ai genitori in seminario.
All’ombra di una palma, accanto al papà, Maria veniva allattata dolcemente al seno materno.