Parrocchie

S. Siro chiude le celebrazioni

Nella suggestiva cornice della piazza di San Siro, straripante di gente, giovedì si sono concluse le celebrazioni per il santo patrono. «L’iconografia con cui viene sempre ritratto san Siro è estremamente simbolica – ha detto nella sua omelia il vescovo Antonio Suetta, durante la Messa conclusiva dei festeggiamenti – e lo vede dominare con durezza un infido animale mitologico, il basilisco. La storia narra infatti che san Siro, vescovo genovese del IV secolo, avesse liberato la città dalla presenza di un basilisco rintanato all’interno di un pozzo.                                                    L’animale causava un fetore ammorbante e rendeva impossibile la vita della popolazione. Il basilisco rappresenta l’eresia ariana che nei primi secoli imperversava nella Chiesa minacciando la fede e la dottrina e che ilvescovo Siro combattè con la predicazione fedele al Vangelo e alla tradizione della Chiesa». «La simbologia del pozzo – ha proseguito Suetta – è sicuramente efficace per parlarci di come il male si rintana nell’oscurità e si propone sempre con una caratteristica che è quella della menzogna, per scalzare il bene e la verità. Tanti basilischi sono nascosti nelle profondità della nostra anima e del nostro cuore che, come dice san Paolo, riconosce il bene ma poi compie il male, e molti altri si annidano nei pozzi della nostra civiltà e della società odierna, magari in dottrine che si insinuano nel pensiero comune come veleno che inquina e puzzo che ammorba. Dottrine e correnti di pensiero che si presentano come novità agli occhi dell’uomo, il quale, bisognoso sempre di cose originali e diverse, crede di trovare risposte nuove per placare la sua sete di felicità. Il male però non è mai nuovo, è solo cangiante, cambia come la menzogna e ha sempre però la stessa intenzione: strappare l’uomo all’amore di Dio». La vera novità «è il Vangelo di Gesù Cristo – ha concluso il Pastore – , una verità definitiva non volubile, una verità che rende nuova la nostra vita e fa nuove tutte le cose». Al termine della celebrazione si sono svolte le premiazioni dei vincitori di alcuni eventi che durante il mese di giugno hanno visto impegnate oltre 150 persone in diverse gare sportive. I festeggiamenti hanno voluto coinvolgere tutti, proponendo iniziative di ogni tipo. Ricordiamo il bellissimo incontro con Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, l’appuntamento con il teatro e la compagnia Stabile di Sanremo, la celebrazione giubilare, le
serate di sagra, la StraSanSiro e il carnevale estivo. Tutti gli eventi hanno visto piazza San Siro gremita di persone animate dalla volontà e dal piacere dello stare insieme che ha reso tangibile la vitalità di una comunità parrocchiale e cittadina.