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Diaconi, l’anniversario

Il 17 febbraio 2007 il vescovo Alberto Maria Careggio, nella chiesa di Sant’Agostino a Ventimiglia, ordinava diaconi permanenti Adriano Garaccione, Ivano Murelli e Achille Grassi
Sono passati dieci anni: il primo pensiero va alla ricorren-a, ricordarsi del lieto giorno, far memoria dell’avvenimento.
La chiesa era addobbata a festa, il coro diocesano rallegrava la solenne celebrazione, tanti i fedeli presenti, amici, parenti, forse qualche curioso.
Tanti ricordi certo, ma, parafrasando San Paolo, abbiamo fino ad oggi corso invano o no, abbiamo fatto la giusta battaglia? Dopo dieci anni è opportuno fermarsi un attimo e rispondere.
«Il diacono è il ministro ordinato, al quale sono imposte le mani non per il sacerdozio, ma per il servizio del Vescovo» (Traditio apostolica di Ippolito) rivolto « a servire, ciascuno nel suo grado, con nuovo e peculiare titolo, il popolo di Dio».
Nell’ambito del ministero apostolico il diacono ha il carisma particolare di essere «animatore del servizio ossia della diaconia della Chiesa presso le comunità cristiane locali, segno e sacramento dello stesso Cristo Signore, il quale non venne per essere servito, ma per servire».
Come è cambiata la nostra vita? Siamo stati, sino ad oggi, buoni testimoni di Gesù servo per amore?
Le parrocchie, i fedeli, chi ci ha incontrato hanno potuto cogliere in noi il buon samaritano, la figura di colui che si fa prossimo, porge la mano, è attento ai bisogni, sa cogliere il disagio altrui, confortare, sostenere, accompagnare? Tante domande alle quali forse è giusto siano altri a dare risposta.
Una cosa però ho avvalorato: il Vangelo dice la verità. Quando vado a trovare i malati, porto loro la comunione e per questo piccolo e semplice servizio ricevo sorrisi e gratitudine in abbondanza, alle volte mi sembrano anche troppe, mi sovviene il brano di Matteo:« riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» Mt 19,29.
Il cento lo ricevo spesso, per la vita eterna confido sulla seconda virtù teologale.
Allora è bene rendere grazie al Signore di tutti questi doni. Ci siamo trovati nella cappella del seminario Pio XI a Bordighera per celebrare una Santa Messa di ringraziamento presieduta dal vescovo Suetta e concelebrata dal vescovo emerito Careggio, gli altri diaconi della diocesi e le nostre spose.
Una cordiale riunione convi- viale ha poi suggellato la fraterna amicizia di tutti i partecipanti in un clima di armonia e comunione.
La serata è termibnata a Ventimiglia, al teatro comunale, dove abbiamo assistito al recital teatrale sulla vita del papa «Il Primo a chiamarsi Francesco», uno spettacolo di dialoghi, aneddoti, coreografie e musica patrocinato dal Comune di Ventimiglia.