Pellegrinaggi

Lourdes: pellegrini e malati

Sono rientrati ieri mattina da Lourdes i duecento pellegrini della diocesi, guidati dal vescovo Suetta. L’esperienza di servizio per dame, barellieri, infermieri e medici accanto ai malati permette di riscoprire un nuovo senso al quotidiano.
Dopo il viaggio nella notte di domenica scorsa, il primo appuntamento di lunedì mattina è stato il passaggio della Porta Santa del santuario ai piedi dei Pirenei.
Nell’Anno Santo della Misericordia questo suggestivo rito aiuta a comprendere lapropria vita come una chiamata alla risurrezione, a non fermarsi a guardare le proprie piaghe, ma a cercare la forza di aprire il
proprio cuore ferito all’esperienza del perdono che con tenerezza ci è offerto. Il vescovo ha insistito sul fatto che invece di chiederci: «Chi siamo?», dovremmo porre a noi stessi un altro quesito: «Di chi siamo?». Il pomeriggio di lunedì scorso si è poi celebrata l’Eucaristia nella chiesa di San Giuseppe ed alle
ore 18 si è partecipato alla preghiera del Rosario dalla grotta, trasmessa in diretta da TV2000. Dopo cene i ragazzi del seminario hanno presentato le cinque vie, che sono state le linee guida del convegno ecclesiale di Firenze e che accompagnano il rinnovamento della Chiesa italiana nell’impegno della nuova
evangelizzazione.
La mattina di martedì scorso è iniziata all’alba per il personale con la celebrazione delle Lodi mattutine
e la concelebrazione alla grotta alle 8.30: un bel momento di fraternità con i gruppi italiani presenti. Il
pomeriggio è stato dedicato alla penitenza. Prima si è meditata la passione di Gesù grazie alle riflessioni degli ultimi pontefici e poi la preparazione comunitaria al sacramento della riconciliazione ha permesso l’esperienza viva per ogni singolo penitente di ritrovarsi guariti dalla tenerezza del perdono di Dio. Alla sera vi è stata lapartecipazione ufficiale alla fiaccolata mariana che quotidianamente alle ore 21 crea un suggestivo ambiente di preghiera negli gli spazi del santuario.
Nella solennità degli apostoli Pietro e Paolo mercoledì 29 giugno si è celebrata la messa internazionale
nella basilica sotterranea dedicata a San Pio X. Ha presieduto la liturgia eucaristica l’arcivescovo di Monaco, guida della diocesi a noi vicina. Il pomeriggio è stato dedicato ad offrire ai malati la possibilità di immergersi nelle piscine di Lourdes, per rinnovare la loro fede battesimale, nell’acqua che la Vergine fece scoprire a Bernardetta nel corso delle apparazioni proprio dentro la grotta. Per il mal tempo non si è potuto pregare lungo la via crucis monumentale, così si è sostituito questo percorso con una celebrazione dell’«Accueil Notre-Dame», dove erano ospitati i malati del nostro pellegrinaggio. Giovedì 30 giugno dopo le lodi mattutine, alle 9 monsignor Suetta ha presieduto l’Eucaristia insieme con i sacerdoti presenti nella chiesa di Santa Bernardetta e nel pomeriggio dopo la preghiera del Rosario in cui sono stati presentati i misteri della misericordia, che riproponevano brani biblici sul tema, vi è stata la partecipazione ufficiale alla processione eucaristica. Alle 21 nella sala dell’emicicloalcuni giovani della comunità Cenacolo presente a Lourdes, fondata da suor Elvira, hanno portato la loro testimonianza: è
stato un momento molto forte, nel quale si è potuto percepire la forza liberante della preghiera, più forte
della morte e delle dipendenze. Antony, un consacrato che uscito dall’esperienza della droga ha consegnato la sua vita nel servizio dei giovani che sono ospitati nella comunità ha fatto riflettere tutti sul segno della grotta di Lourdes, che era la discarica del paese, un posto dove nemmeno i lebbrosi si
sarebbero recati: «Dove è presente Maria, vi è la fonte di acqua zampillante».
Venerdì è stato il giorno dell’invio.
Durante la celebrazione dell’Eucaristia è stato consegnato il mandato a continuare il percorso iniziato davanti alla grotta di Massabielle. «Partire – ha detto il predicatore, ispirandosi alle riflessioni di monsignor Camara – è anzitutto aprirci agli altri, scoprirli, farsi loro incontro. Andare avanti solo per andare avanti non è un vero camminare. Camminare è andare verso qualcosa; è prevedere un arrivo, uno sbarco; è mettersi in marcia e aiutare anche altri a cominciare la stessa marcia per costruire un mondo più giusto e più umano.