Editoriale

Il ricordo di Roberto Cassini

Roberto Cassini si è spento giovedì sera scorso, lascia la moglie Maria e le figlie Alessandra e Raffaella. Domani mattina nella chiesa parrocchiale di Perinaldo alle 10,30 sarà celebrata la liturgia esequiale, presieduta dal vescovo diocesano Antonio Suetta.
Roberto è stato un uomo dalla gioia imprevedibile e di grande intelligenza, saggio nel lavorare sempre a servizio degli altri. Custodiva una profonda nostalgia di Dio, che lo rendeva sensibile. Sapeva commuoversi sino alle lacrime e sapeva ridere e far ridere, due valori che spesso sottovalutiamo, in questo tempo in cui non riusciamo più a fermarci, nemmeno di fronte alla morte.

Da Roberto ho imparato la serenità nella fatica e nell’impegno. Presente nelle attività del suo paese di origine, Perinaldo, amava i giovani con uno sguardo tutto salesiano. Per anni ha lavorato nella polisportiva Giovanile Salesiana, di cui era stato eletto nel consiglio nazionale. Cantava nella corale diocesana, convinto che potesse servire il Signore con la sua voce, non da solo, ma nella bellezza della polifonia. A servizio dei giovani e della musica ha contribuito alla realizzazione di «Jubil Music», il festival di musica cristiana che si teneva ogni anno al teatro «Ariston» di Sanremo. È stato un animatore formidabile.

Lo ricordo sui pullman che ci portavano a Lourdes o nelle altre mete quando era nel direttivo dell’Opera diocesana pellegrinaggi. Amico intimo di monsignor Giacomo Barabino, che ha seguito negli anni della sua vecchiaia con dolcezza, è stato chiamato da monsignor Alberto Maria Careggio al delicato compito di economo diocesano, succedendo a monsignor Francesco Palmero.

Credo però che il servizio che lo ha contraddistinto e segnato di più sia stato quello di economo del seminario. Ha amato la casa in cui i sacerdoti si preparavano al ministero, come casa sua, attento alle necessità non solo materiali di chi si avvicinava a lui, capace di consiglio e di una generosità tale, che non temeva di pagare personalmente.

Il vescovo ha predisposto una sottoscrizione in sua memoria, il cui ricavato sarà devoluto al seminario diocesano, per terminare l’allestimento nella nuova sede di Sanremo dell’aula magna, che sarà intitolata proprio a Roberto Cassini, tra un mese. Non solo questo un atto dovuto, ma il grazie ad un amico che ha costruito come pietra viva la nostra Chiesa. Domani gli Uffici della Curia saranno chiusi in segno di lutto.

don Ferruccio Bortolotto