Cultura

Il Vangelo nel Cinema e in TV

Precisa e accattivante la relazione di Angela Calvini sul modo in cui in cui cinema e televisione hanno affrontato e comunicato nel tempo i temi della della Chiesa e della fede. Giornalista professionista dal 1994, dal 1992 la Calvini lavora presso la redazione spettacoli del quotidiano Avvenire a Milano. Quattro sono stati i momenti che hanno caratterizzato la sua presentazione, durante i quali sono stati proiettate immagini e videoclip di scene tratte da film e fiction televisive. La giornalista ha ricordato come siano stati proprio i Papi gli «apripista» del modo di essere della chiesa sui media più diffusi. Dalla radio con Pio XII, alla grande attenzione di san Giovanni Paolo II per le sue apparizioni, ricche di gesti profetici di immediato impatto, per arrivare alla precisione con cui il centro televisivo vaticano (Ctv) ha descritto «per immagini» le dimissioni di Benedetto XVI e la sua partenza dal Vaticano prima del conclave. E oggi i selfie che papa Francesco ama scattare con i fedeli di ogni dove in tutti i suoi incontri pubblici. L’attenzione della giornalista si è quindi spostata sulla figura dei papi, realmente esistiti e non, che sono stati protagonisti del grande e del piccolo schermo. L’ultimo successo mondiale di Paolo Sorrentino, con la fiction «The Young Pope» racconta il travagliato pontificato di un giovane papa nord americano che vive nella luce del suo ministero e nell’ombra della sua storia personale. Il Papa del grande rifiuto raccontato da Nanni Moretti nel film «Habemus papam» che dipinge con ironia e simpatia il collegio cardinalizio, incapace di comprendere i drammi di un uomo che si sente «spezzato» dal ministero che deve iniziare a compiere. In ultimo la fiction dedicata a papa Bergoglio «Chiamatemi Francesco», di minor impatto sul pubblico nonostante la notorietà e la forza mediatica dell’attuale pontefice perché prodotto più impegnativo per la drammaticità dei suoi contenuti. La dottoressa Calvini è giunta quindi alla terza tappa del suo viaggio, ripercorrendo la storia della produzione religiosa italiana sia al cinema che in televisione. Si è partiti dal «Gesù di Nazareth» di Franco Zeffirelli, diventato uno dei più usati strumenti di catechesi multimediale, per passare poi alle mini – serie dagli ascolti record, come «Padre Pio» della RAI con Sergio Castellitto e «Padre Pio, tra cielo e terra» di Mediaset con Michele Placido che nel 2000 sono state protagoniste di una sfida «all’ultimo ascolto», trasmesse a solo una settimana di distanza l’una dall’altra. Come non parlare poi di «Che Dio ci aiuti» dove temi di estrema attualità vengono analizzati dagli sceneggiatori attraverso gli occhi delle suore e delle ragazze della casa famiglia più conosciuta d’Italia e dell’intramontabile «don Matteo», ambientato a Gubbio, che intreccia le vicende della canonica, con i fatti di cronaca nera, ricordando la mini–serie trasmessa dalla RAI tra il 1970 ed il 1971 «I racconti di padre Brown», con Renato Rascel. La Calvini ha poi parlato delle grandi produzioni americane, da
«I dieci comandamenti» di De Mille, vera pietra miliare del cinema mondiale, anche per i suoi effetti davvero «speciali» per l’epoca, a «Jesus Christ Superstar», musical che ancora oggi viene rappresentato nei teatri di tutto il mondo, capace di raccontare la fragilità dei personaggi della Passione. Menzione d’onore al film in aramaico, campione di incassi, «The Passion» di Mel Gibson, che ci racconta la passione di Cristo, e sicuramente da vedere, per la profondità della sua storia e del travagliato rapporto con Dio del protagonista, «The Silence» di Martin Scorsese. La giornalista di Avvenire ha parlato, in conclusione, della visione a quattro dimensioni possibile grazie ai nuovi visori VR, che consentono di immergersi a tutto tondo nella scena. A settembre 2016 è stato presentato a Venezia «Jesus VR – The story of Christ», film che consente grazie alla nuova tecnologia di immergersi nelle storie dei Vangeli.