Vocazioni

La giornata sacerdotale

Lo scorso giovedi 2 giugno nella basilica del sacro cuore di Bussana in Sanremo si è svolta la giornata di santificazione per il clero, in occasione del giubileo dei sacerdoti e dei seminaristi indetto a Roma da Papa Francesco. L’incontro è iniziato con un momento di adorazione eucaristica, è stata scandito dalle tre meditazioni del Santo Padre trasmesse in diretta e ha avuto il suo culmine nella concelebrazione della santa Messa, nella quale sono stati celebrati alcuni giubilei sacerdotali ed è stato conferito il ministero dell’accolitato a sette seminaristi del seminario diocesano. Il presbiterio e il popolo di Dio si sono stretti intorno a Mons. Alberto Maria Careggio, Vescovo emerito, a Don Antonio Rebaudo e a Don Enrico Molineris per i 50 anni dalla loro ordinazione presbiterale, P. Marchioro Marcello Ofm per i 60 anni e Don Vincenzo Avocadi e di P. Giovanni Robuffo Ofm Cappuccini. I nuovi accoliti sono Salvatore Albano, Alessandro Bertone, Sueli Fornoni, Nuccio Garibaldi, Antonio Saccomanno, Thomas Toffetti e Valerio Vacca. L’intento e il risultato di questa giornata di santificazione sono stati la comunione cristiana, collante di chi si dona con gioia al prossimo, e la formazione attraverso la contemplazione del mistero e l’ascolto delle meditazioni del Papa. Francesco ha proposto una sintesi del suo pensiero sulla misericordia, viscerale amore materno capace di commuoversi, fedeltà forte del Padre che sostiene, perdona e rimette in cammino i suoi figli. La misericordia – ha detto il Papa – è alla portata di tutti e niente unisce maggiormente con Dio che un atto di misericordia. Dove essa viene donata è giusto soffermarsi, lì contemplare la presenza di Dio e attingere per il prossimo incontro con il suo volto. Bisogna essere misericordiosi per essere misericordiati: la misericordia infatti è un dono da elargire e un frutto da chiedere. E l’eccesso di misericordia non è altro che vocazione cristiana, l’eccesso a cui l’uomo è chiamato è proprio quello di elargirla come gli è stata donata, gratuitamente, per grazia, facendo così vicino il proprio cuore a quello di Gesù che è il centro dell’amore. In questo contesto è importante sperimentare la misericordia che trova il suo ricettacolo nel peccato: nulla è troppo grave di fronte a Dio e presentare davanti a lui la propria vergogna significa ritrovare la propria dignità. Maria, madre di misericordia, ci fa attingere a questa fonte per essere sempre sorridenti e… andare avanti!

Bussana, 3 giugno 2016