Migrantes

Migranti Giovani

Organizzata dal Lions club di Ventimiglia, si è svolta giovedì pomeriggio, nella nuova biblioteca aprosiana di Ventimiglia, la conferenza di monsignor Suetta dedicata ai «Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce».
Introdotta dalla sociologa e docente universitaria Beba Molinari, la tematica proposta ha preso spunto dai dati relativi all’Italia e alla nostra diocesi e dal messaggio del Papa in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2017.
Purtroppo non siamo ancora usciti dalla logica dell’emergenza. Non siamo capaci di elaborare una politica di accoglienza e di integrazione in grado di rispondere ad un fenomeno che non si esaurirà in tempi brevi.
Il vescovo ha sottolineato la necessità che tutti, indistintamente, istituzioni, Chiesa, associazioni e singoli cittadini, comprendano che:« Quello che fa la differenza nell’accogliere è l’umanità. Superare le fredde, ma necessarie, regole della burocrazia, per aiutare queste persone a realizzare quel sogno che le ha condotte fino a qui. La logica dell’emergenza elevata a sistema, non consente un’accoglienza che sia vera integrazione e allo stesso tem- po provoca sofferenze sia nei profughi che nella popolazione che li accoglie.
Crea solo un popolo di irregolari». Tra le scelte concrete che la nostra Diocesi porta avanti da tempo hanno grande importanza le piccole accoglienze presso le parrocchie o anche presso gli istituti religiosi.
Al termine della conferenza è intervenuta la dottoressa Silvana Tizzano, prefetto della provincia di Imperia, che ha sottolineato la straordinaria risposta data a questa situazione dal nostro territorio e dalla città di Ventimiglia. La disponibilità di molte amministrazioni locali, l’impegno della chiesa locale e delle associazioni che operano in questo campo, rappresentano un modello positivo di buone politiche di accoglienza. Certo occorre avere uno sguardo più profondo, che vada alla radice del problema e che impedisca che i profughi cadano nelle mani della criminalità.
Per i minori, in particolare, dobbiamo interrogarci sul fatto che essi «siano sempre più giovani e questo può allarmarci ancora di più. Perché evidenzia – sottolinea monsignor Suetta – anche un tipo di domanda nei paesi di approdo. Ricerca di manovalanza da parte della criminalità per i maschi o lo sfruttamento della prostituzione delle donne».
Mentre il vescovo parla torna alla mente la domanda di Dio a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Cosa risponderemo?