Parrocchie

Verdeggia festeggia san Rocco

Un piccolo borgo in alta valle Argentina, dove cielo e terra si toccano. A dare il benvenuto non sono le persone, ma lo sguardo regale e signorile del Redentore: l’imponente statua posta sulla sommità del monte Saccarello, che papa Leone XIII ha voluto sulla vetta più alta della Liguria a protezione della nostra terra così affascinante e così aspra nello stesso tempo. Un gruppo di case strette strette attorno al loro campanile, quasi a richiamare la bellezza rugosa dello stare insieme per difendersi dalle intemperie della vita. I segni di un mondo, quello della pastorizia e di una civiltà che non ci sono più, almeno nella forma del passato, ma che richiamano ancora oggi coloro che vi si accostano a valori nuovi e mai esauriti sino in fondo, mai esperiti nella loro integrità. Valori che hanno il sapore dell’eterno, del lavoro, del sudore e delle lacrime, della festa e della gioia conquistata e goduta nel piacere di ciò che è semplice.

Il giorno di San Rocco Verdeggia è popolata per la celebrazione del suo patrono secondario, amato proprio perchè è lì accanto alla patrona, la Madonna del Carmelo, ad indicare un modo di vivere vicino senza mai usurpare. La sera della vigilia i giovani percorrono le cantine del paese per brindare e raccontare, per incontrare e raccontarsi sino alla casa della prioressa, gioiosamente obbligata ad aprire la casa e la dispensa per offrire amicizia, compagnia ed umanità.

La festa ha al centro la celebrazione dell’Eucaristia e la processione sino alle porte del paese, scandita dalle litanie dei santi. Di ritorno in chiesa si espone il Sacramento, che è contato come un vero e proprio abitante in più, quando è nel tabernacolo. Terminata la celebrazione i capi famiglia eleggono il nuovo priore, che un tempo amministrava le pecore di San Rocco, quella riserva di animali che ogni famiglia allevava e che servivano a soccorrere chi era in difficoltà economica o chi si trovava in una disgrazia imprevista. Era questo un modo per vivere la misericordia in un tempo in cui dal gregge si traeva il sostentamento per la vita di tutti i giorni.

Oggi abbiamo ancora bisogno della misericordia che come una medicina guarisca le ferite della vita, oggi forse più di allora sentiamo dentro la vita frenetica il bisogno di tornare ad uno stile più sobrio e più sincero, come è sincera quella competizione buona dei ragazzi che al pomeriggio della festa giocano alla caccia al tesoro.

Oggi sentiamo bruciare il desiderio di un ritmo diverso nell’impiegare le nostre energie per riscoprire una pienezza nuova, che apra orizzonti nuovi in sguardi nuovi e gioiosi rivolti verso il sole della misericordia.